Assalto al bancomat con conflitto a fuoco: era latitante nel Salento

Andriese, era ricercato dal dicembre del 2018. I carabinieri l'hanno rintracciato a Marittima di Diso. Incastrato dopo l'arrivo della moglie, che tenevano d'occhio. Preparava un altro colpo

DISO – Dura la latitanza all’epoca del Covid-19. Meno spostamenti collettivi, più controlli lungo le strade e le marine, ergo, difficoltà estrema nel nascondersi. E allora, forse non è un caso che Giuseppe Magno, pericoloso latitante di 54 anni di Andria, ricercato fin dal dicembre del 2018, sia stato acciuffato proprio ora. Esca involontaria - quasi un cliché da romanzo giallo -, una donna. E allora, è proprio vero come scriveva Alexandre Dumas padre ne “I Mohicani di Parigi” già nel lontano 1854: Il y a une femme dans toute les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis: “Cherchez la femme”.

La donna in questione è la moglie che, a un certo punto, non ha saputo resistere alla tentazione di rimanere lontana dal consorte e venerdì 17 (davvero non un bel giorno, se si è scaramantici) ha sfidato il rischio di finire nella rete dei controlli e, da Andria, ha raggiunto nientemeno che Marittima, frazione di Diso.

Già, perché era proprio qui, nel basso Salento, a centinaia di chilometri di distanza, che Magno aveva fatto il suo nuovo covo in quella che deve essere stata una fuga estenuante da un capo all’altro della regione. Ed era giunto a Marittima da almeno due mesi, secondo le stime dei carabinieri del comando provinciale di Bari. I quali, inutile dirlo, tenevano d’occhio la moglie ormai da tempo, nella speranza che compiesse il fatidico passo falso. La retata è così scattata sabato 18 aprile, ma la notizia si è appresa solo ora. E, a coadiuvare i militari baresi, ci hanno pensato, ovviamente, i colleghi del comando provinciale di Lecce.  

Ma chi è Giuseppe Magno? La sua pericolosità è certificata da diverse imprese criminali. Già condannato in passato per reati predatori, più volta indagato, negli anni, per aver partecipato ad assalti armati, anche a portavalori, l’ultima azione, quella per la quale era ricercato ormai da quasi un anno e mezzo, risale al 6 ottobre 2018.

L’andriese, stando alle indagini, infatti, sarebbe uno dei protagonisti di un assalto fallito quella notte a un sportello bancomat, con la tecnica della “marmotta esplosiva”. Lo sportello in questione, quello della filiale Unicredit di Ruvo di Puglia. Il piano di  Magno e di altri complici fu interrotto dall’arrivo di una guardia giurata della Metronotte Srl di Ruvo. E non finì, come quasi sempre accade, con una semplice fuga. No, perché il vigilante fu minacciato con le armi spianate. E si arrivò al vero e proprio conflitto a fuoco.

Nonostante la fuga dei criminali, le indagini sviluppate dai carabinieri della Compagnia di Trani, attraverso il riconoscimento della guardia giurata, consentirono di identificare nel 54enne uno degli autori dell’azione di fuoco, e, in particolare, proprio colui che aveva proferito le minacce. La Procura di Trani emise così il 5 dicembre del 2018 un fermo di indiziato di delitto per i reati di tentata rapina in concorso, tentato omicidio aggravato e di detenzione illegale di armi. Fra l’altro, l’uomo era destinatario anche di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Larino, a seguito delle indagini svolte dalla compagnia dei carabinieri di Termoli dopo un furto avvenuto, in concorso con altri tre persone non identificati, il 4 luglio del 2018 nel comune a Petacciato (provincia di Campobasso) sempre ai danni di uno sportello bancomat.

Insomma, tanta carne sul fuoco, ma le manette non scattarono. Riuscito a scappare, fino a pochi giorni addietro di lui erano scomparse le tracce. Almeno fin quando non è stato trovato in un appartamento di una struttura residenziale di Marittima. Grazie alle indagini che hanno avuto un’accelerazione nell’ultima decade dello mese scorso, dopo che sono state acquisite risultanze secondo le quali, approfittando di uno stato di emergenza sanitaria, il ricercato aveva in animo di organizzare il furto di una cassaforte presso un ufficio postale non meglio indicato, in previsione del caricamento di contanti per il pagamento delle pensioni.

Video | La cattura dei carabinieri

Insomma, sembra che si stesse preparando per un nuovo colpo, quando sono balzati sulla scena i carabinieri che, nel suo domicilio salentino, hanno rinvenuto e sequestrato apparati ricetrasmittenti, due telefoni cellulari, materiale da effrazione. Ad Altamura, invece, presso una base logistica del latitante, è stata rinvenuta un’Audi Q5 rubata, utilizzata da Magno per gli spostamenti nelle province di Bari e Bat. Era completa di targhe clonate.

Nessuna resistenza al momento dell’arresto, per il quale ora l’uomo si trova nella casa circondariale di Lecce. E le indagini non sono finite. I carabinieri  intendono individuare la filiera dei suoi fiancheggiatori e la rete dei sodali.

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Dulcis in fundo, ma non un dettaglio di questi tempi, sia Magno, sia la moglie, sono stati multati per aver violato le disposizioni del decreto legislativo in materia di emergenza sanitaria finalizzata al contenimento del virus Covid-19. Lui la penserà in modo diverso, visto il personale stato di necessità, quello di sfuggire alla legge, ma la latitanza non è certo fra le motivazioni accettabili per giustificare uno spostamento.

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