Cronaca

Caso Pellegrino, la sorpresa dell'ex sindaco Marra: "Ho seguito le procedure"

Per l'ex primo cittadino il suo nome sarebbe saltato fuori "ad arte" come se si trattasse di un meccanismo a orologeria. La vicenda riguarda la concessione di un alloggio ad Antonio Pellegrino, figlio di Francesco, boss della Scu. "Ho seguito una rigorosa procedura prevista dallo Iacp"

L'ex sindaco Marra questa sera davanti al Municipio.

SQUINZANO - L’ex sindaco di Squinzano, Gianni Marra, si dice sinceramente sorpreso e indignato dalla notizia rimbalzata su tutti i giornali e le televisioni locali riguardo a un suo presunto coinvolgimento nell’indagine che si è conclusa con il blitz di stanotte e ha visto numerosi arrestati tra i clan del malaffare salentino e alcuni amministratori del paese alle porte di Lecce.

Per l’ex primo cittadino il suo nome sarebbe saltato fuori “ad arte” come se si trattasse di un meccanismo a orologeria – è un chiaro riferimento politico – visto che l’unico reato contestato a Marra risale al 2010 e concerne la concessione di un alloggio popolare ad Antonio Pellegrino, figlio di Francesco, noto boss della Scu.

“Non so perché sia stato fatto quest’azzardato abbinamento con l’operazione di stanotte dell’antimafia. Credo che qualcuno si sia voluto togliere più di qualche sassolino dalla scarpa.” Non ci sta Marra alle accuse contestategli e nell’affollata conferenza stampa convocata questo pomeriggio alle 17, in uno spazio adiacente proprio al palazzo in cui ha guidato l’amministrazione nel precedente mandato, tiene a chiarire la sua posizione di totale estraneità alla vicenda.

“La cosa più assurda è che, relativamente alla vicenda di quattro anni fa, io avevo seguito una rigorosa procedura prevista proprio dallo Iacp e consentita alle amministrazioni quale strumento d’intervento rapido per la risoluzione di problematiche e casi particolari”. Procedimento che, stando alle parole di Gianni Marra, egli avrebbe seguito alla lettera provvedendo a fornire la documentazione alla prefettura, all’Arma dei carabinieri, al magistrato di sorveglianza e allo stesso Iacp.

“Dove si ravvisa la mia collusione? Nel fatto che la persona in questione fosse imparentata con un appartenente alla malavita?" L’istituto autonomo case popolari demanda ai sindaci la facoltà di assegnare in via temporanea alcuni alloggi se sussistono delle comprovate circostanze di urgenza e necessità.

squinzano-4-6In buona sostanza, per il consigliere di minoranza del Nuovo centro destra, Gianni Marra, sarebbe stato proprio il caso di Pellegrino il quale aveva dimora in un locale sottoscala presso l’abitazione della madre che, peraltro, era affetta da turbe psichiche. Situazione sanitaria che sarebbe stata anche sotto gli occhi dei funzionari delle forze dell’Ordine che avevano il compito di recarsi più volte al giorno a casa di Pellegrino per far sì che rispettasse il regime di sorveglianza speciale cui era sottoposto.

Questa, dunque, sarebbe stata la motivazione che avrebbe portato all’individuazione prima e alla concessione dopo di un alloggio temporaneo dove sistemare l’attuale destinatario del provvedimento penale.

“È bene ricordare, a questo punto – sottolinea Marra – che a proprio a Squinzano è stata realizzata una caserma grazie a un provvedimento di confisca dei beni facenti parte di patrimoni riconducibili alla mafia, e che ciò è avvenuto durante la mia amministrazione. Se poi qualcuno se lo fosse dimenticato, il sottoscritto, durante la campagna elettorale è stato fatto oggetto di minacce e si vide consegnare un’ogiva, intercettata dai carabinieri di Modugno".

"Se fossi così connivente sono certo che le cose starebbero in maniera assai diversa. Ho fiducia nell’operato della magistratura – ha quindi concluso il consigliere Ncd, concedendosi, evidentemente provato, all’affetto degli amici e dei colleghi che gli hanno voluto manifestare il proprio sostegno, – e sono certo che la verità emergerà dandomi ragione”.

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