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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Trova la casa del fratello defunto occupata e spunta un testamento: “È un falso”

Indagata una coppia della provincia di Pavia dopo la denuncia di un martanese. Il caso emerso dopo una perizia su un atto olografo. Sarebbe palesemente finto

MARTANO – “Quel testamento è falso”. L’accusa, non da poco, visto che di mezzo c’è una proprietà immobiliare, parte da Martano e raggiunge la Lombardia. A muoverla, un imprenditore di 55 anni, fratello di un uomo che, nel 2017 è spirato in provincia di Pavia, dove risiedeva da tempo. Aveva 73 anni.

Così, dopo la denuncia sporta presso la caserma dei carabinieri della stazione di Martano, è partita l’inchiesta che in queste ore ha portato a un primo riscontro. Sono indagati, infatti, due pavesi, una coppia, lui di 48 e lei di 51 anni. L’atto, infatti, sarebbe un falso e realizzato da mani nemmeno tanto esperte.

Fra la coppia e l’uomo d’origine salentina vi era stata una frequentazione amichevole durata diverso tempo, ma non c’era un grado di parentela. Tuttavia, all’improvviso è comparso un testamento olografo, cioè – almeno in apparenza - redatto di suo pugno proprio dal salentino, secondo il quale i due avrebbero potuto godere dell’usufrutto di un’abitazione di sua proprietà a Cergnago, piccolo comune della Lomellina.

Il fratello 55enne, che si ritiene l’unico, vero erede, deve essere trasalito. Ha scoperto la vicenda relativamente da poco, in modo del tutto casuale. Sì, perché, salito a nord per andare a prendere possesso dell’immobile, l’ha trovato occupato da un extracomunitario. Bontà sua, lo straniero non aveva colpe. L’immobile gli era stato dato in locazione dalla coppia. Almeno, così ha spiegato. Ed ecco, allora, la richiesta di chiarimenti. Ed ecco anche spuntare quel testamento.  

Il martanese, ovviamente, ha voluto vederci chiaro sulla vicenda, decidendo di andare fino in fondo.  Tanto da richiedere una perizia calligrafica. Ebbene, gli accertamenti tecno-grafici fatti eseguire sul testamento hanno stabilito un punto: l’atto sarebbe stato realizzato in maniera artificiosa, da “falsario inesperto”. E ora i due si trovano iscritti nel registro degli indagati.  

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