Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Martano

Omicidio Bianco: testa di maiale davanti casa della madre di uno degli indagati

La donna ha trovato, mercoledì mattina, la testa di un maiale in una busta di plastica. Qualcuno l'aveva depositata nella notte davanti all'ingresso di casa. Tutto questo è avvenuto, dunque, poco meno di un mese prima dell'udienza preliminare, che è infatti per il 28 maggio

MARTANO – Un’indagine è stata aperta dalla Dda di Lecce per fare luce sull’avvertimento recapitato alla madre di Antonio Zacheo, il 27enne di Martano accusato in concorso con Antonio Gabrieli, anch’egli martanese, dell’omicidio di Massimo Bianco, ucciso a 41 anni il 29 giugno del 2013. Il cadavere fu ritrovato nelle campagne semi-carbonizzato.

La donna ha trovato, mercoledì mattina, la testa di un maiale in una busta di plastica. Qualcuno l’aveva depositata nella notte davanti all’ingresso di casa. Tutto questo è avvenuto, dunque, poco meno di un mese prima dell’udienza preliminare, che è infatti per il 28 maggio.

L’assassinio, secondo quanto emerso in fase d'indagine, sarebbe maturato nell’ambito “di banali contrasti di natura personale ed economica”. Zacheo e Gabrieli sono accusati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, occultamento di cadavere in concorso e porto illegale d’arma. Di Massimo Bianco – che nell’ottobre del 2010 era stato arrestato per usura ed estorsione aggravata ai danni di un imprenditore neretino - si erano perse le tracce il 27 giugno.

Il giorno dopo la moglie ne aveva segnalato la scomparsa e nel primo pomeriggio di sabato 29, a circa mezzo chilometro dal monastero dei Cistercensi ne fu rinvenuto il cadavere, semi-carbonizzato. L’autopsia condotta dal medico legale, Roberto Vaglio, ha poi confermato che il 41enne era stato ucciso con un solo colpo di pistola che aveva sfondato il cranio da destra verso sinistra e che non c’era stata alcuna precedente colluttazione.

Gli inquirenti avevano ascoltato più volte numerose persone cercando indizi e informazioni utili. In particolare, la Nissan di Gabrieli era finita sotto sequestro già nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere. Potrebbe essere stato lui, di mestiere camionista, ad accompagnare Bianco sul luogo di un appuntamento.

Lo avrebbe fatto, del resto, proprio con la complicità di Zacheo, che di Bianco era socio in una ditta dedita al commercio di materiale edile per la quale lavorava Gabrieli. Nei quattro interrogatori subiti il 53enne ha sempre negato di aver avuto rapporti di alcun tipo con Bianco e ha spiegato di aver trascorso con i due soci una parte della mattinata fino al momento del presunto appuntamento: lasciato Bianco nel posto indicato i due avrebbero passato altre ore insieme. 

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