Spaccio, due arresti: uno tenta la fuga in moto, l'altro è un fruttivendolo

A Martignano fermato un 20enne che ha provato a seminare i carabinieri. A Poggiardo, un altro fermo. Perquisito negozio

LECCE – Di nuovo nei guai, un anno dopo. Emanuele Friolo, 20enne di Martignano, è stato arrestato ieri dai carabinieri della stazione di Calimera. E se l’anno scorso, ad aprile, finì ai domiciliari perché trovato in possesso di ben 900 grammi di marijuana durante un controllo mirato, questa volta tutto è nato in maniera casuale.

Sì, perché i carabinieri calimeresi erano a Martignano per un ordinario controllo del territorio, in questi giorni di emergenza segnata dalla pandemia di coronavirus, quando lo hanno visto scorrazzare per le vie del centro a bordo di una moto da enduro (da competizione, quindi senza targa). I militari hanno intimato  l’alt, ma, a quanto pare, il giovane avrebbe tirato dritto. E, grazie all’agilità della moto, in breve è riuscito a far perdere le tracce dopo un breve inseguimento.

Ma la storia non è finita lì. Avendolo ben riconosciuto, infatti, i carabinieri hanno pensato bene di lasciar perdere le ricerche e di recarsi direttamente a casa sua. Arrivandovi prima e attendendolo al varco. E qui, Friolo vi è arrivato poco dopo, a piedi. Aveva mollato la moto altrove. A quel punto, anche una perquisizione in casa. Trovandovi 4,60 grammi di marijuana, 10,50 di sostanza da taglio, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. E alla resistenza a pubblico ufficiale, s’è aggiunta anche la detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il giovane si trova ai domiciliari.

Spaccio, nei guai anche un fruttivendolo

Un altro arresto, ma questa volta “solo” per spaccio, è stato eseguito anche dai carabinieri della sezione radiomobile di Maglie a Poggiardo, dove, nei guai, è finito Andrea Piri, 36enne. In questo caso, i carabinieri, che lo tenevano d’occhio da qualche tempo, hanno effettuato una doppia perquisizione: presso il suo chiosco di frutta e verdura a Poggiardo e in casa. Alla fine, è stato trovato in possesso di 165 grammi di marijuana,  6,1 di cocaina, materiale per confezionamento delle dosi e 50 euro, sequestrati perché possibile provento di spaccio. Anche Piri, come Friolo, è stato destinato ai domiciliari.

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