Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Massacrato con un coltello perché la faceva prostituire

Mario Tartaglia e Gabriella Leone, leccesi, avrebbero progettato con lucidità l'omicidio di Brizio Camisa, copertinese, il cui cadavere è stato rinvenuto in un casolare. All'origine presunte angherie

Un agguato. Un agguato in piena regola. Salvatore Brizio Camisa sarebbe caduto in una trappola mortale, intessuta con lucida premeditazione dalla sua convivente e dal nuovo compagno. E' il sospetto dei carabinieri del nucleo investigativo di Lecce, che nell'arco di 24 ore, lavorando con i militari della stazione di San Pietro in Lama e della tenenza di Copertino, hanno individuato volti e nomi dei presunti assassini del 65enne copertinese, il cui corpo martoriato dai fendenti di un grosso coltello da cucina è stato trovato intorno alle 9 di ieri mattina in un casolare fra le campagne di San Pietro in Lama e Copertino (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=9464). Si tratta di Mario Tartaglia, 59enne, e di Gabriella Leone, 37enne, entrambi di Lecce. All'origine di tutto, vi sarebbe una desolante vicenda di vessazioni, richieste estorsive, induzione alla prostituzione da parte della vittima.

Angherie che avrebbero riguardato non solo la donna (sarebbe stata obbligata a prostituirsi e a cedere parte del ricavato), ma anche Tartaglia, noto a Lecce per essere un posteggiatore abusivo che esercitava nei pressi di un centro commerciale, con precedenti per rapina e droga, il quale aveva intessuto di recente una relazione con la Leone. Anche se per la verità i ruoli del "triangolo" appaiono ancora sfumati. Camisa (che era separato, e che a sua volta era un viso noto negli archivi, per via di precedenti legati a truffe e armi) e Gabriella Leone, infatti, sarebbero risultati conviventi, sebbene da qualche tempo la stessa donna stesse di meno in sua compagnia. E tanti altri aspetti sono ancora da chiarire, in una vicenda torbida e complessa, pur nella linearità della storia, in cui, se Tartaglia avrebbe ammesso le sue responsabilità, da parte della donna vi sarebbe ancora una forma di reticenza.

Il passo principale che ha permesso ai carabinieri di arrivare a Tartaglia, che sarebbe dunque l'esecutore materiale dell'omicidio (l'inchiesta è affidata al pubblico ministero Giovanni Gagliotta) è nato dall'individuazione della donna. E' apparso infatti sospetto agli investigatori il fatto che la convivente non avesse denunciato la scomparsa di Camisa, nonostante la sua assenza prolungata (l'assassinio si fa risalire a mercoledì o giovedì scorso, dunque sarebbero trascorsi quattro o cinque giorni dal ritrovamento del cadavere). Ed è attraverso di lei, le sue frequentazioni, gli ambiti in cui si muove nella vita quotidiana, che i carabinieri hanno subito individuato Tartaglia. Il quale, condotto in caserma per l'interrogatorio, s'è presentato con un vistoso taglio non suturato ad un pollice. I tessuti stavano andando in necrosi. L'uomo si sarebbe ferito durante l'aggressione ed avrebbe preferito evitare di recarsi in un pronto soccorso proprio per eludere la possibilità che si avviasse un'inchiesta.

In base alla ricostruzione degli investigatori, effettuata anche attraverso le parole dello stesso presunto omicida, l'agguato nei confronti di Camisa sarebbe stato pianificato passo dopo passo. Primo: la ricerca di un posto dove consumare il delitto, e quel casolare abbandonato sulla provinciale San Pietro in Lama-Copertino sarebbe apparso ideale: facile da raggiungere e nello stesso tempo abbastanza nascosto. Secondo, la ricerca delle armi. Non avendone a disposizione nell'immediato, sarebbero stati usati due coltellacci da cucina rubati qualche giorno prima presso i magazzini "Del Coco" di Lecce, e poi nascosti, insieme ad un tubo di ferro, in un muretto a secco nei pressi del casolare. Quello usato per l'assassinio (trovato nascosto nelle vicinanze del casolare, intriso di sangue) era di 48 centimetri di lunghezza, manico incluso (25 solo la lama). Terzo, tentare di convogliare Camisa presso il casolare, senza insospettirlo, usando qualche valido pretesto.

E a questo punto la donna avrebbe avuto un ruolo (ancora da dimostrare con certezza, però), attirandolo nella trappola con la scusa che in ballo ci sarebbe stata una partita di droga da suddividere. Ma giunto sul posto con la sua Mercedes bianca 190, vecchio modello, e sceso dall'auto, sarebbe stato immediatamente aggredito da Tartaglia. L'uomo avrebbe dunque raggiunto il posto in precedenza, preparando tutto e preparandosi a sua volta psicologicamente ad eseguire una spietata sentenza di morte. E sarebbe stato condotto in auto sul posto proprio dalla compagna, che l'avrebbe atteso da qualche parte, all'esterno. Anche questo un aspetto da chiarire del tutto.

Sta di fatto che Camisa avrebbe avuto poche speranze: colpito sul piazzale, davanti al casolare, sarebbe stato finito proprio lì, e il cadavere trascinato all'interno di quel luogo lugubre e decadente, spoglio da anni di qualsiasi arredo. Un'aggressione violenta, con coltellate inferte in rapida successione, tanto da provocare un profondo squarcio su un braccio e altri sull'addome. Il 65enne sarebbe spirato in pochi istanti, dissanguato. Schizzi di sangue sono stati trovati anche sull'auto bianca, oltre che sul selciato. E fazzoletti sporchi di sostanza ematica sono stati rinvenuti anche nel cestino dell'abitazione di Lecce di Tartaglia, nei pressi della tangenziale. Un tugurio senza acqua e luce, quasi a testimonianza della situazione di indigenza in cui è maturato il delitto. Di fatto, l'uomo risulta senza fissa dimora.

Ad avvalorare le tesi degli investigatori ci sarebbe anche la testimonianza di una persona che avrebbe visto un uomo sporco di sangue allontanarsi dal luogo del delitto, descrivendone ai carabinieri i tratti somatici. Il corpo, come si ricorderà, è stato rinvenuto solo ieri mattina, in avanzato stato di decomposizione. A segnalare qualcosa di losco ai carabinieri, la proprietaria del fondo, che aveva notato quell'auto posteggiata da diversi giorni davanti al piazzale. E' possibile che nel corso del processo possano essere riconosciute diverse attenuanti, date proprio dal movente, scaturito dalle tremende afflizioni imposte da Camisa, ovviamente anche queste da comprovare. E ciononostante, lasciano inquieti sia la lucidità con cui è stato progettato l'omicidio, sia il fatto che Tartaglia e la Leone, a distanza di giorni dal fatto, abbiano proseguito la loro vita in modo apparentemente normale. Entrambi si trovano in stato di fermo. Le accuse sono di omicidio volontario in concorso premeditato.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Massacrato con un coltello perché la faceva prostituire

LeccePrima è in caricamento