Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Master in gestione dei beni confiscati. “Formiamo un team di esperti”

Il progetto lanciato dal dipartimento di Storia ha incontrato il patrocinio della Regione Puglia. Mira a fornire le competenze multidisciplinari indispensabili nel riuso dei beni confiscati/ dismessi. “Non lasciamo il settore all’improvvisazione. Ottima opportunità economica”

LECCE – Il bene pubblico, per diventare una vera risorsa sociale ed economica, ha bisogno di essere reso attrattivo. Ed alle spalle di questo accurato lavoro di valorizzazione del patrimonio locale non può che esserci un team di persone preparate e competenti.

Troppo frequentemente accade, infatti, che la gestione dei beni culturali venga demandata a persone sprovviste delle necessarie qualifiche, che puntano unicamente alla massimizzazione del profitto, snaturando il valore simbolico del bene. Trasformando, ad esempio, un bene architettonico in una mera location per eventi di lusso.

Partendo da questa premessa, l’università del Salento ha attivato il primo master in “management dei beni comuni confiscati/dismessi”: un progetto presentato dal dipartimento di Storia, Società e Studi

sull’uomo che mira, appunto, alla formazione di esperti nel riuso di beni confiscati alla criminalità organizzata e beni pubblici o privati dismessi.

Il percorso formativo ha già ottenuto il patrocinio della Regione Puglia, assessorato alle Politiche

Giovanili, che si è dimostrata molto interessata a conoscere gli sviluppi di questa esperienza pilota, così da implementare il progetto nelle prossime edizioni.

Il master è stato presentato in mattinata presso l’aula Ferrari di palazzo Codacci Pisanelli, dal professor Salvatore Colazzo, preside della facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali, dal professore Stefano De Rubertis, referente del rettore per la Comunicazione istituzionale e dalla dottoressa Annantonia Margiotta, funzionario regionale.

“Rendere effettivo il loro potenziale economico non è un’operazione semplice – ha spiegato il preside Colazzo -. Troppo spesso, infatti, arrivano fondi che gli enti locali utilizzano per le operazioni di ristrutturazione, ma il progetto di gestione dei beni viene rimandato ad un futuro che non arriva mai. Al contrario, noi intendiamo formare un team di giovani che elaborino delle proposte da proporre alle amministrazioni locali: queste sinergie dal basso generano nuovi business che guardano anche, e soprattutto, alla qualità della proposta”.

L’impianto formativo del master non potrà che essere, dunque, di tipo multidisciplinare: “Il bene è inteso come un input per la comunità, solo così acquista valore”, ha precisato Colazzo.

Pochi dubbi sul successo dell’operazione, anche in virtù delle partnership prestigiose, sono stati espressi dal professor De Rubertis: “Questo master impatta pienamente con i bisogni espressi dal territorio perché ha una triplice valenza: innanzitutto di tipo etico – sociale, poi occupazionale ed infine economica”.

“Il progetto ha un impatto multisettoriale, può rivolgersi ad un lungo elenco di settori – ha proseguito De Rubertis – e si prefigge uno scopo chiaro: dimostrare che è possibile realizzare progetti sani, positivi, creando occupazione di qualità, e quindi facilmente replicabili”.

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