Cronaca

Materiale pedopornografico, condannato il consigliere regionale Gianfreda

E' stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, nel giudizio con rito abbreviato, Aurelio Gianfreda, il politico di Poggiardo accusato di detenzione e condivisione di materiale pedopornografico con l'aggravante dell'ingente quantità. La sentenza è stata emessa dal gup De Benedictis

LECCE – E’ stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, nel giudizio con rito abbreviato, Aurelio Gianfreda, 68enne di Poggiardo, consigliere regionale eletto nell’Idv, ma poi confluito nel gruppo Democratici autonomi, accusato di detenzione e condivisione di materiale pedopornografico con l’aggravante dell’ingente quantità.

La sentenza è stata emessa dal gup Annalisa De Benedictis, che ha assolto (come chiesto dalla stessa accusa) l’imputato dai reati di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico. La nuova contestazione era giunta nel corso delle udienze dinanzi al gup, dopo l’ascolto del consulente nominato dal giudice: l’ingegnere Luigina Quarta, cui era stato conferito l’incarico di analizzare pc, rete Wi-Fi, supporti, telefoni, tabulati e celle agganciate. Dall’attenta analisi dell’esperto informatico sarebbero emerse alcune foto pornografiche che ritraevano una giovane ragazza. Immagini realizzate con un apparecchio dell’imputato. La difesa ha però dimostrato che si trattava di una maggiorenne. Il pubblico ministero Carmen Ruggiero aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo.

Sulla posizione di Gianfreda potrebbe aver sensibilmente pesato quella dall’altro imputato, Cosimo Damiano Gravante, 57enne, suo collaboratore, che in un memoriale depositato dal suo legale, l’avvocato Paolo Cantelmo, si era assunto la responsabilità di quanto rinvenuto nello studio professionale condiviso con Gianfreda. Il 57enne ha patteggiato una pena di otto mesi.

Aurelio_Gianfreda-5L'inchiesta, partita da Trento, aveva evidenziato la presenza su un pc di materiale fotografico e video contenente scene di sesso con minorenni. Alcuni file-civetta (cioè, appositamente immessi per stanare chi naviga a caccia di tale materiale scabroso, una sorta di trappola) sarebbero stati scaricati su un computer del suo studio d’ingegnere, condiviso con, l’altro indagato, Cosimo Damiano Gravante, 57enne.

La polizia postale, seguendo le tracce informatiche, è quindi arrivata, nel maggio del 2011, anche nel suo ufficio e, dopo una perquisizione, ha sequestrato diversi supporti. In particolare “69 supporti ottici contenenti centinaia di foto e filmati”. Due Dvd sarebbero stati sequestrati allo stesso Gianfreda, oltre a un pc di Gravante.

Nel corso delle indagini il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Carmen Ruggiero, ha nominato due consulenti, Raffaele Colaianni e Valerio Catino, che hanno analizzato anche il tipo e la modalità degli accessi eseguiti sul router (lo strumento che consente il collegamento alla rete Internet) installato presso lo studio di Gianfreda a Poggiardo. La consulenza dei due periti risulta allegata agli atti d’indagine.

L’imputato è assistito dagli avvocati Luigi Corvaglia e Corrado Sammarruco.

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