Cronaca

Morì per un colpo in testa, l'ex imputato: "E' stata mia madre". La donna indagata

C'è uno sviluppo nelle indagini sulla morte di Giorgio Romano, 66enne di Matino. Dopo l'assoluzione "per non aver commesso il fatto" di Gianluca Caputo, l'accusa di omicidio preterintenzionale è stata ora formulata nei confronti della madre Assunta Orlando. La quale avrebbe usato una scarpa

LECCE – C’è un nuovo importante sviluppo nelle indagini sulla morte di Giorgio Romano, 66enne di Matino. Dopo l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” di Gianluca Caputo, imputato precedentemente,  l’accusa di omicidio preterintenzionale è stata ora formulata nei confronti della madre del 23enne: Assunta Orlando, 48 anni, originaria di Presicce. Erano stati i giudici della Corte d'Assise di Lecce (presidente Roberto Tanisi), a trasmettere nel giugno 2012 gli atti alla Procura, evidenziando le presunte responsabilità nei confronti della donna. Più che di un colpo di scena si era trattato del passaggio finale di un lungo approfondimento dibattimentale.

A causare la morte di Giorgio Romano, deceduto il 21 aprile del 2009 nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove si trovava ricoverato da circa un mese in prognosi riservata, non è stato dunque Caputo. Questi era stato inizialmente accusato di omicidio preterintenzionale. Il sospetto, che avesse causato la morte del 66enne con un pugno al culmine di una banale lite scoppiata per le vie del centro di Matino la sera del 20 marzo 2009.

“Non sono stato io a ucciderlo, è stata mia madre. L'ha colpito alla testa con una scarpa”, aveva raccontato l’imputato dinanzi alla Corte, segnando una svolta nel processo. Parole che hanno trovato riscontro nelle deposizioni di tre testimoni a un brigadiere dell’Arma. I tre, sentiti in aula, hanno confermato il racconto del giovane, facendo emergere come realmente si sarebbro svolti i tragici fatti di quella sera di primavera. La Orlando risponde, nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, anche di calunnia per aver ingiustamente indicato nel figlio l’autore dell’aggressione alla vittima.

Tutto è iniziato in un bar, dove alcuni ragazzi strapparono alla vittima il berretto per gioco. La situazione sarebbe poi degenerata, spostandosi all’esterno dell’attività commerciale. Tra il giovane e la vittima, secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti, sarebbero volati degli insulti.

"Sei un bastardo", avrebbe detto il 66enne all'imputato. A quel punto sarebbe intervenuta la Orlando, che avrebbe colpito con una scarpa l’anziano. Romano cascando avrebbe battuto la testa sul marciapiede. L'uomo, in un primo momento, si sarebbe rialzato senza accusare particolari postumi. Solo qualche vertigine ma nulla più. I problemi fisici affiorarono il giorno dopo. Un forte dolore alla testa, conati di vomito, i sintomi che determinarono il ricovero prima presso l'ospedale di Casarano, poi, per l'aggravarsi delle condizioni al "Fazzi", dove morì.

Solo a distanza di tempo, dopo aver affrontato una lunga terapia che lentamente l’ha aiutato a superare alcuni disturbi e a cancellare un’infanzia difficile, vissuta in un contesto familiare molto disagiato, il 23enne ha trovato la forza di parlare e raccontare, in alcune dichiarazioni spontanee, la sua verità. Parole accusatorie nei confronti della madre, che hanno portato il presidente della Corte d'Assise, Roberto Tanisi, a riaprire l'istruttoria dibattimentale per verificare le dichiarazioni dell'imputato, ritenuto attendibile. Il pubblico ministero Paola Guglielmi, ha poi iscritto la madre di Romano nel registro degli indagati, chiudendo nei giorni scorsi le indagini.

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