Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Non emette scontrino e si scopre che non ha la licenza: pescheria nei guai

Un cliente del mercato coperto di Matino ha chiamato il 117, denunciando il fatto che un rivenditore di pesce non gli avesse rilasciato lo scontrino. I finanzieri, durante il sopralluogo, hanno scoperto che l'uomo aveva solo una partita Iva, cessata nel 2004

Foto di repetorio.

MATINO – Una telefonata può cambiare la vita. Di certo, è successo nel caso di un 49enne gallipolino. E non a suo vantaggio. Perché ora deve fare i conti con la giustizia amministrativa. E saranno conti salati.

Pensare che tutto è partito dalla segnalazione di un cittadino inalberato per uno scontrino non emesso. Da lì, si è arrivati alla scoperta che quello, in fin dei conti, era il giusto il problema marginale. Di fatto, il commerciante non solo non poteva emettere scontrini, poiché non aveva proprio il registratore di cassa al seguito, ma che non deteneva nemmeno uno straccio di autorizzazione per esercitare. E sono fioccati sequestri e verbali.  

Il fatto è avvenuto a Matino, dove i finanzieri della compagnia di Gallipoli sono stati sollecitati a intervenire da un cliente del mercato coperto. Questi, chiamando il 117, con un operatore s’è lamentato di non essere riuscito ad ottenere il sacrosanto scontrino fiscale, nonostante insistenti richieste, da un commerciante presso il quale aveva appena acquistato del pesce. La sala operativa ha quindi smistato sul posto una pattuglia e i finanzieri hanno iniziato gli accertamenti. Scoprendo quello che forse neanche loro si aspettavano. Il registratore di cassa, di fatto, non esisteva, né vi era qualsiasi altro tipo di misuratore fiscale. Ma questo è niente, perché l’esercente non aveva neanche titoli autorizzativi, primo tra tutti la licenza commerciale. Giusto una partita Iva, cessata nientemeno che nel 2004.

I militari hanno così sequestrato 80 chili di prodotti ittici e segnalato l’uomo alla Regione Puglia ed al Comune di Matino, competenti per le sanzioni amministrative, che possono variare  da un minimo di 2mila e 582 ad un massimo di 15mila e 493 euro. Il pesce in sequestro, ritenuto commestibile e in buono stato di conservazione dai funzionari dell’Asl, è stato devoluto in beneficienza alla Caritas di Gallipoli. Il commerciante, con sé, aveva anche mitili che, però, essendo privi del bollino di tracciabilità, saranno distrutti.

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