Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Poggiardo

Maxi frode col Superbonus. Sequestrati 67 milioni di euro: professionisti fra i 12 indagati, per uno l’interdittiva

Circa mille e 200 fatture emesse e contabilizzate per lavori mai eseguiti o non terminati: è quanto scoperto dalla guardia di finanza. Un volume d’affari con cifre da capogiro per una società e i professionisti che le orbitavano attorno: a nove di loro contestata l’associazione per delinquere

POGGIARDO – Frode col “Superbonus 110”: maxi sequestro nel Salento per 67 milioni di euro, dodici gli indagati: fra questi commercialisti, architetti e ingegneri. Per uno di loro, il rappresentante legale della società inquisita, disposta anche la misura interdittiva: Fabio Cursano, 52enne di Poggiardo, non potrà contrattare con la pubblica amministrazione, né esercitare attività professionali e imprenditoriali per un anno.

L'inchiesta è partita dalla guardia di finanza della compagnia di Maglie, su un giro di presunte frodi coi bonus edilizi. La prima fase dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, ha visto un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Lecce nei confronti di beni e liquidità per cifre da capogiro. Quei bonus, secondo l’accusa, sarebbero stati percepiti indebitamente per lavori mai eseguiti o portati a termine soltanto parzialmente. Ristrutturazioni immobiliari in oltre 500 cantieri del Salento, per i quali i professionisti abilitati e ora indagati avrebbero attestato lo stato finale degli interventi.

In tutto, le fiamme gialle hanno scoperto oltre mille e 200 fatture emesse e contabilizzate per interventi edili mai eseguiti e inserite sul portale dell’Agenzia delle entrate per poter generare i crediti d’imposta. Il sequestro è stato eseguito all’interno di banche e uffici postali, per un importo pari a 25 milioni di euro e poi presso il “cassetto fiscale” della società inquisita per altri 42 milioni di euro. I reati ipotizzati ai dodici indagati sono quelli di indebita percezione di erogazioni pubbliche, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Per nove di loro, l'ipotesi aggiuntiva del reato di associazione per delinquere.

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