Cronaca

Maxi frode col gasolio agricolo con 64 indagati, arrivano i primi verdetti

Cinque delle persone coinvolte nell’operazione “Free diesel” sono riuscite a patteggiare la pena. Tre anni e dieci mesi quella concordata dall’imprenditore Pierluigi Quarta, di Carmiano, finito nel blitz della guardia di finanza nel novembre del 2020

CARMIANO - Arrivano i primi verdetti nell’ambito dell’inchiesta “Free diesel” su un’associazione a delinquere dedita al contrabbando di gasolio agricolo, falsificazione di documenti relativi al prodotto petrolifero e reati fiscali, e autoriciclaggio.

In particolare, i cinque dei 64 indagati che erano stati colpiti dal decreto di giudizio immediato (con fissazione del processo ordinario dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce) sono riusciti a patteggiare la pena.

Pierluigi Quarta, 39 anni, di Carmiano, ritenuto a capo del sodalizio, ha concordato tre anni e dieci mesi di reclusione; Dario Errico, 39, di Carmiano, considerato organizzatore, due anni e sei mesi; Raffaele Pendinelli, 50, di Carmiano, due anni, pena sospesa, più quattromila di multa; Giovanni Grandioso, 42enne di Copertino, un anno e quattro mesi, pena sospesa, più quattromila euro di multa, come pure Angelo Cirino Negro, 47enne di Poggiardo.

La sentenza è stata emessa dal giudice Cinzia Vergine che ha così accolto le istanze avanzate dagli avvocati difensori Luigi Corvaglia, Gianfranco Napolitano, Cristiano Solinas e Mario Coppola.

Nel novembre del 2020, i cinque imputati furono destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Giovanni Gallo, su richiesta del pubblico ministero Francesca Miglietta, titolare delle indagini svolte dai finanzieri della tenenza di Tricase.

Free diesel, le indagini e i ruoli

Il giro d’affari di cessioni illecite di prodotto petrolifero per autotrazione esente Iva sarebbe stato solo per gli anni dal 2017 al 2018 di nove milioni 764mila e 600 euro, e per gli anni dal 2014 al 2018, di circa 11 milioni e 800mila euro di accisa evasa relativi a oltre 24milioni di litri di gasolio agevolato, messo in circolazione in Italia, attraverso documentazione falsa, sottratto al pagamento totale o parziale dell’imposta sui consumi nonché al pagamento dell’Iva.

E’ quanto avrebbero accertato le indagini, secondo le quali Pierluigi Quarta, titolare dell’omonima impresa individuale, ritenuto amministratore di fatto di “MQ Carburanti”, “Fuel”, “Apron” e “Sami”, sarebbe stato promotore dell’organizzazione criminale ramificata in Puglia e nel Lazio.

Quanto agli altri ruoli, Errico, legale rappresentante di “MQ Carburanti”, dal 2 maggio del 2017, nella sua qualità di ragioniere, avrebbe soddisfatto le direttive del capo, occupandosi soprattutto della contabilità dell’azienda cartiera “Sami”e della vendita del gasolio ed è considerato esecutore materiale delle operazioni bancarie. Cirino, dipendente della Fuel, era contabile addetto al deposito di carburanti di Diso, e custode del deposito della “Fuel”, e avrebbe redatto documenti di accompagnamento semplificato (Das), fatture e aggiornato i registri di carico e scarico. Altri due dipendenti di quest’ultima società, Grandioso e Pendinelli (rappresentante legale dal 29 novembre del 2016 al 9 agosto 2017), avrebbero consegnato il gasolio agevolato a clienti non titolati a riceverlo, riscuotendo i pagamenti.

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