Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Maxi furto nelle cantine "Cantele", banda ruba vini per 160mila euro

I ladri, veri e propri "professionisti", hanno dovuto superare un vero e proprio percorso ad ostacoli, forzano una barra, due cancelli e l'ingresso del magazzino. Ad agire almeno cinque persone. Sottratti una quarantina di bancali

 

GUAGNANO – Ladri buongustai e particolarmente esperti in azione questa notte nella zona industriale di Guagnano, dove è stato messo a segno uno dei furti più grossi degli ultimi anni. Dalle rinomate cantine “Cantele”, infatti, sono letteralmente scomparsi una quarantina di bancali, sui quali erano stati accatastati cartoni contenenti vini delle marche più pregiate, per circa 20mila bottiglie. 
Un colpo studiato fin nel dettaglio e che ha visto in azione non meno di quattro o cinque persone. Tre sono quelle immortalate da alcune videocamere, i cui nastri sono ora al vaglio dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina, mentre caricavano i cartoni con le bottiglie all’interno di un tir, fatto giungere davanti ad un ingresso del magazzino, senza destare alcun sospetto all’esterno. Ma forse i componenti erano in numero superiore, considerando almeno un autista e un "palo". 
Per mettere a segno il furto – il valore approssimativo della merce è di 160mila euro, in parte assicurato -, la banda ha dovuto superare un vero e proprio percorso ad ostacoli. Per prima cosa, è stata forzata una barra esterna, in prossimità di un ingresso laterale e piuttosto defilato che offre accesso ai magazzini. Poi, usando un flessibile, hanno tagliato il lucchetto di un cancello.  
A quel punto, il malvivente che si trovava al volante, ha potuto percorrere un tratto in retromarcia lungo un viale, chiuso a sua volta da un secondo cancello, anche questo messo “al tappeto” con lo stesso sistema. In questo modo, i ladri sono riusciti ad arrivare nei pressi del piazzale in cui sorge il magazzino. Il camion è stato tenuto a una certa distanza, fuori portata rispetto all’occhio elettronico di alcune videocamere di sorveglianza. 
Infranta anche la serratura dell’ingresso al capannone, ultimo ostacolo prima della sbornia, i malviventi hanno potuto mettere in atto la parte finale del piano: usando un muletto della stessa cantina, hanno iniziato a compiere più viaggi, avanti e indietro, fin quando non hanno evidentemente colmato lo spazio nel cassone del mezzo pesante, per poi dileguarsi nella notte. 
Le videocamere non hanno ripreso il camion in modo tale da scorgerne dettagli come la targa, ma solo le sagome di alcuni individui che armeggiavano attorno al muletto. Un rebus, per gli investigatori, i quali hanno a che fare con una banda che ha denotato capacità di pianificazione, esperienza e freddezza non comuni. Veri e propri specialisti del crimine che potrebbero anche aver agito su commissione.         
 
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