Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Melendugno

Maxi incendio divora ettari di canneto e lambisce le strutture ricettive

Vigili del fuoco a lavoro con tre squadre per diverse ore nella zona di Torre dell'Orso. Le fiamme alimentata da vento e spazzatura

MELENDUGNO – Il dolo è un sospetto, non una certezza, ma è chiaro che con il freddo improvviso di questi ultimi giorni è difficile pensare a casi fortuiti e men che meno ad autocombustione. Di certo, decine e decine di ettari di canneto e sterpaglia sono andati a fuoco, a partire dalla tarda mattinata di oggi nella zona di Torre dell’Orso, marina di Melendugno, con un intervento dei vigili del fuoco che s’è protratto fino a pomeriggio inoltrato. E se il caldo sta tardano ad arrivare (o, almeno, sembrava arrivato per poi andare a nascondersi), la stagione dei grandi roghi sembra aver bussato alle porte con largo anticipo.

Ben tre le squadre al lavoro, due da Lecce e una da Maglie, per contenere le fiamme, che hanno avuto una diffusione tale da arrivare a lambire diverse strutture turistiche, come i resort La Brunese e Barone di Mare, raggiungendo anche quasi le soglie delle abitazioni del villaggio di Torre Saracena.

IMG-20170420-WA0017_1492703477319-2Il fuoco, in sostanza, si è esteso dalla periferia sud di Torre dell’Orso, dove passa il ruscello Brunese, fin nelle campagne inoltrate. E il vento ha reso più difficili le operazioni di spegnimento, anche perché aiutato dall’incuria e dallo scarso impegno dell’uomo in fatto di prevenzione. Nessuna fascia tagliafuoco e rifiuti ammonticchiati ovunque fra le strade, anche all’interno del villaggio.

Se tutto questo fosse accaduto in estate, vi sarebbe stato il solito problema di dover evacuare un’area che fra giugno e settembre è densamente popolata e far spostare decine di autovetture. Tutto oggi s'è risolto senza danni, feriti o intossicati, ma è chiaro che, fin quando non si adottaranno tutte le misure necessarie per limitare i roghi, se non proprio soffocarli sul nascere, si continuerà a fare la conta di incendi boschivi da primavera fino alla fine dell'estate. Sperando sempre che non accada qualche tragedia, come avvenne a Peschici in un fatidico luglio del 2007. 

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