Cronaca

Disarmano i vigilanti, fuoco ai veicoli e poi la rapina: bottino da 150mila euro

E' accaduto alle 8 davanti alla filiale della Banca popolare pugliese. In tre, armati di fucile, si sono impossessati delle pistole delle guardie giurate. Per bloccare l'accesso alle forze dell'ordine, hanno anche incendiato due mezzi

I carabinieri sul posto della rapina

VERNOLE – Comincia all’insegna del terrore il mese di agosto. Passamontagna sul viso per non essere riconosciuti in pieno giorno, e poi passano all’azione. Sono almeno tre gli individui che, in mattinata, hanno messo a segno una rapina ai danni del furgone portavalori parcheggiato di fronte alla filiale della Banca popolare pugliese di Vernole. Hanno rimediato un bottino da capogiro, senza precedenti, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 150mila euro (non 600 come scritto in precedenza, Ndr). E' una prima, sommaria quantificazione. L'unica possibile dopo il trambusto e lo sconcerto dei fatti accaduti.

Intorno alle 8, quando l’ufficio era aperto da poco, i malviventi, pare armati di fucile, hanno sequestrato le pistole delle guardie giurate, per poi “ripulire” il furgone che trasportava il denaro. Sarebbero sbucati da uno Scudo parcheggiato poco distante, che si trovava lì non è dato sapere da quanto tempo. Di certo c’è che, per bloccare l’accesso al paese alle forze dell’ordine e per disfarsi delle tracce, la banda ha dato alle fiamme entrambi i mezzi: la vettura usata per la fuga, una Alfa 159, bruciata alla periferia di Vernole, in direzione di Acquarica di Lecce, nei pressi del campo sportivo. E IMG_5506-2il  furgoncino: lo stesso usato per arrivare su luogo dell'assalto, poi abbandonato in fiamme sulla strada che collega il piccolo comune a Lecce.

(Video: veicoli in fiamme dopo l'assalto)

Sul posto, per le indagini, i carabinieri della stazione locale, intervenuti assieme ai vigili del fuoco, ai quali è toccato domare i due incendi, e ai colleghi della sezione Investigazioni scientifiche, guidati dal luogotenente Vito Angelelli. Complessa la ricostruzione delle singole fasi della rapina, pianificata da una banda di esperti. Forse gli autori di altri colpi analoghi nel Salento. Tutte le videocamere di sorveglianza presenti in zona, intanto, sono finite nelle mani degli investigatori dell'Arma, per le successive comparazioni, mentre altri accertamenti sono tuttora in corso sui veicoli dati alle fiamme e con ogni probabilità rubati prima dell'assalto.

Negli istanti successivi ai sopralluoghi da parte degli inquirenti, sono stati predisposti posti di blocco e controlli lungo le principali arterie stradali della zona: sia in direzione del capoluogo salentino, sia in quella del vicino litorale adriatico e, per finire, in direzione del nord Salento e del Brindisino. Zona sulla quale ricadono, satand ai precedenti fatti di cronaca, i sospetti.

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