Cronaca

Quasi 50 chili di eroina, armi, bombe e tritolo: scoperto arsenale in casa di un detenuto

Il ritrovamento nel pomeriggio di mercoledì da parte degli investigatori della squadra mobile di Lecce nel rione San Pio. L’abitazione è riconducibile a un 52enne arrestato il mese scorso

Parte del materiale sequestrato dalla

LECCE – Svariati chili di eroina, un mitragliatore, bombe a mano e persino un chilo di tritolo. È soltanto parte del materiale davanti al quale, nel pomeriggio di ieri, si sono ritrovati gli investigatori della squadra mobile. Un blitz all’interno di un’abitazione nel rione San Pio di Lecce e poi il maxi sequestro di droga e armi di ogni tipo. Un arsenale “casalingo” è stato scovato nell’appartamento di proprietà di Danilo Ferreri, il 52enne attualmente detenuto e arrestato ad aprile scorso a seguito di un altro ingente ritrovamento di stupefacente in una vecchia falegnameria.

I poliziotti, guidati dal vicequestore Alessandro Albini, hanno notato un famigliare del 52enne a spasso per le vie dell’isolato in compagnia di un Corso. Parente e cane sono stati poi visti entrare nella casa del detenuto, non ancora perquisita al momento dell’arresto. All’interno la sorprendente scoperta: un grosso quantitativo di droga confezionato in panetti, armi e munizionamento erano stati depositati tra camera da letto e salotto. Il tutto “sorvegliato” a vista dal cane di grossa taglia. Nello specifico, gli agenti hanno rinvenuto 48 chilogrammi di eroina, uno di marijuana e mezzo di hashish.

Oltre alla droga, però, è stato sottoposto a sequestro anche il resto. Una sorta di santabarbara composta da tre pistole, due armi scacciacani, un fucile mitragliatore Ak47 e un altro a canne mozze. E non è tutto. Davanti agli occhi della mobile si sono materializzati anche due carabine, un chilogrammo di tritolo, polvere da sparo, una bomba a mano, tre ordigni artigianali, due candelotti di tritolo e numerose munizioni. Immediate nuove indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotte dalla mobile. Allo stato attuale, soltanto un nome è stato iscritto nel registro degli indagati, quello di Ferreri, ma sono in corso ulteriori accertamenti per eventuali altri addebiti di responsabilità.

Alcune delle armi rinvenute risultano provento di furto, altre addirittura clandestine. Ma è difficile stabilirne la provenienza. Di certo c’è che, almeno per il momento, nessuna di quelle scoperte risulterebbe utilizzata in recenti fatti di cronaca. Nei primi giorni dello scorso mese un altro blitz, in un locale dismesso nei pressi di via Zimbalo, portò alla luce una notevole quantità di sostanza stupefacente. Questa, come poi ricostruito dalla polizia, serviva per rifornire i consumatori di droga della provincia.

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