Cronaca

Società ed immobili nel mirino degli investigatori. Scatta sequestro da 15 milioni di euro

Il personale della Dia ha eseguito, all'alba, la misura preventiva nei confronti dell'impero patrimoniale di un autodemolitore 53enne, di San Donato di Lecce, con precedenti per detenzione di armi, furto e ricettazione. Sotto la lente di ingrandimento, beni e conti correnti dell'uomo

L'immenso deposito di autodemolizioni di San Donato in una veduta aerea.

SAN DONATO DI LECCE – La pioggia di contanti, depositatasi sui suoi conti correnti postali e bancari con sprovveduta nonchalance, era già una spia di come Agostino Marzo - 53enne titolare dell’attività di autodemolizioni “Euro 2000” di San Donato di Lecce - dormisse sonni tranquilli, senza nutrire il sospetto che gli inquirenti lo tenessero d’occhio. E invece, all’alba di oggi, gli uomini della Dia, la Direzione investigativa antimafia, hanno provveduto al sequestro preventivo di quattro società e svariati immobili – tutti situati tra San Donato di Lecce e Lequile – e di conti correnti bancari per un valore di 15 milioni di euro.

Emesso dalla prima sezione penale del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo salentino, il provvedimento rappresenta un secondo, duro colpo inferto dalla Dia ad un impero patrimoniale, dopo l’operazione di appena cinque giorni addietro, in cui era stato eseguito un provvedimento di confisca di numerosi immobili appartenenti a Santo Paglialunga, 65enne accusato di usura aggravata, per un valore di 8 milioni di euro.foto-102-11

La misura di prevenzione è stata fatta scattare nei confronti dell’uomo, gravato da precedenti penali relativi ala detenzione illegale di armi e munizioni, furto, ricettazione e violazioni delle norme in materia ambientale, riscontrate anche dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico, i quali avevano contestato a sua moglie (legale rappresentante delle società che amministrano l’attività di autodemolizione) il reato di raccolta e smaltimento di rifiuti pericolosi. Marzo, di recente, era finito anche nel mirino dei militari dell’Arma della compagnia di Lecce, i quali avevano eseguito alcuni controlli, denunciandolo per manodopera illegale e riscontrando alcune irregolarità amministrative nello smaltimento de veicoli rottamati.

Le indagini finanziarie eseguite sui conti del 53enne e del componenti della sua famiglia, hanno portato alla luce una sproporzione di 6 milioni di euro tra i redditi dichiarati e il patrimonio in possesso, nell’arco temporale compreso tra il 1985 e il 2012.  Sul luogo dell’attività, esercitata su un’area di 50mila metri quadrati, gli investigatori hanno rinvenuto circa 50mila carcasse di veicoli, accatastate in quel perimetro recintato, sulla via per Copertino, che fu colpito da un rogo nel 2009, che danneggiò migliaia di metri quadrati  nonostante la pioggia copiosa di quella notte, e da un altro incendio due anni prima, nel 2007.

Senza titolo-1-9-27Nello specifico i sigilli sono stati apposti a tre società (la “S.D. Eco srl”, la “Gruppo Euro 2000srl” e la “Green service svrl”) ed una ditta individuale, tutte operanti nel campo dell’autodemolizione e ad un opificio che comprende tre capannoni industriali, officine ed appartamenti, per un’estensione totale di cinque ettari.

Tra le proprietà sequestrate, inoltre, una lussuosa villa di 340 metri quadrati, dotata di piscina, una casa colonica, , edificata su un lotto di 9mila metri quadrati, e un impianto sportivo di vaste dimensioni, a ridosso del cimitero di auto, comprendente un campo di calcio con tribune e gradinate, pista per atletica leggera, campo da tennis, palestra, spogliatoi e bar. Non è tutto.

Una imponente struttura la “Masseria Perrone”, edificata su un fondo rustico di otto ettari, due appartamenti, un capannone industriale, aree edificabili e numerosi fondi agricoli per altri quattro ettari, sono finiti  sotto la lente di ingrandimento degli investigatori assieme  alle disponibilità bancarie e postali del 53enne e agli investimenti in Btp per ulteriori 4 milioni e 500mila euro. Bisognerà attendere, intanto, l’udienza preliminare prevista il prossimo 12 aprile, per la convalida della misura patrimoniale urgente. Alla quale, in futuro, potrebbe seguire la confisca.

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