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Sabato, 25 Giugno 2022
Cronaca Veglie

Sotto sequestro case, market, bar e Jaguar: sono di uno dei ladri del caveau Bnl

Il decreto di sequestro disposto dal Tribunale di Lecce a seguito dell’indagine condotta da polizia e Dia. Il valore dei beni patrimoniali, riconducibili al 48enne di Veglie, è di circa tre milioni di euro

VEGLIE – Maxi sequestro, del valore di circa tre milioni di euro, a Veglie. Il Tribunale del capoluogo salentino - su proposta del procuratore della Repubblica di Lecce, del questore e del numero uno della Direzione investigativa antimafia - ha infatti emesso un decreto di sequestro di prevenzione patrimoniale dei beni riconducibili a un pregiudicato salentino, Piero Fiore, 48enne vegliese. L’uomo è stato ritenuto socialmente pericoloso sulla base delle risultanze emerse dall’attività investigativa condotta dalla polizia e dalla Dia dopo il tentato furto nel caveau della Banca nazionale del lavoro nel centro di Lecce.

Il 48enne era stato infatti fermato, assieme ad altri individui, per quel fatto di cronaca che destò molto scalpore, nel novembre del 2018. La misura di prevenzione patrimoniale è stata eseguita in giornata: gli agenti hanno posto i sigilli al  supermercato “Il fiore degli alimenti srl” e alla tabaccheria e bar “Lu Sanna”, ritenuti appunto riconducibili all’uomo e al suo nucleo familiare. Ma non solo. Tra gli immobili sottoposti a sequestro anche due abitazioni, una rimessa per auto, il complesso immobiliare denominato “Alaska”, un terreno. E poi ancora una Jaguar, un furgone, sette rapporti finanziari e tre compendi aziendali con relative quote societarie.

Il video: i sigilli di Dia e questura

L’operazione della questura leccese che portò poi a quattro arresti nei confronti di quella che fu ritenuta la banda dei presunti autori, era scattata diversi mesi dopo rispetto all’accaduto, nel febbraio del 2021. Quella sera di San Martino del 2018 i responsabili raggiunsero l’istituto di credito, nel cuore della città, introducendosi nei locali per attendere il momento in cui passare all’azione. Qualcosa dovette andare storto se i ladri abbandonarono il piano, lasciando sul posto quattro borsoni, poi rinvenuti dagli inquirenti, pieni di ori e arnesi da scasso.

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