Cronaca Via Salvatore Di Giacomo

In casa un etto di droga sintetica, studentessa in manette

Dopo aver fermato due individui con la droga addosso, i carabinieri si sono messi sulle tracce di un terzo uomo. Nell'appartamento, al suo posto, una studentessa di 20 anni. In una cassaforte un etto di Mda, simile all'ecstasy

La sostanza trovata nella cassaforte.

LECCE - Gli studi di psicologia applicata, con un'attenzione rivolta all'assunzione di Mda, sembrano avere poco a che fare con la vicenda. A seguito di controlli mirati alla repressione dell'attività legata allo spaccio, due individui, rispettivamente  di Maglie e Carpignano Salentino, sono stai trovati in possesso di 10 grammi di marijuana ed uno di hashish. I carabinieri della compagnia di Maglie, dopo aver anche controllato  le frequentazioni dei due, contenute in banca dati, da tempo sotto osservazione, hanno esteso i propri  sospetti anche ad un terzo uomo, che risultava essere domiciliato a Lecce. Raggiunta l'abitazione dell'uomo, i militari dell'Arma non sono riusciti a reperirlo. Non era nell'appartamento condiviso con alcuni inquilini, tra i quali altri universitari. In un condominio di via Salvatore Di Giacomo, nei pressi di via Adriatica.

Sull'uscio, però, c'era Ilaria Marra, 20 anni, originaria di Galatina, studentessa alla facoltà di Psicologia, che avrebbe tentato di impedire l'ingresso ai carabinieri. Dissuasa dagli uomini in divisa, armati, ma di pazienza, avrebbe dichiarato di non avere notizie del ragazzo ricercato, presumibilmente il suo ex fidanzato, del quale ha più volte ribadito ai militari di aver smarrito il numero di telefono. Nella camera da letto, svettante e perfettamente visibile, una piccola cassaforte, di quelle che normalmente vengono incassate nei muri, che la ragazza si sarebbe rifiutata di aprire. Dapprima sostenendo di essere sprovvista delle chiavi, che invece - a suo dire - aveva il suo ex, poi contraddicendosi con una serie di motivazioni, apparse immediatamente pretestuose agli occhi degli investigatori.

Autorizzati dal pm di turno, Giovanni Gagliotta, i carabinieri hanno chiesto l'intervento di un fabbro che, forzata la cassaforte, ha messo i militari davanti ad un etto di quella che, analizzata subito dopo, è risultata Mda, la cosiddetta "droga dello sballo", utilizzata nei rave-party per reggere i ritmi frenetici delle nottate a base di musica e alcool. Nell'appartamento, oltre a un bilancino di precisione, anche alcune dosi di stupefacente già confezionate assieme ad una di marjiuna. Assieme a svariate buste in cellophane contenente la sostanza.

"Ah, ecstasy", cantava Lou Reed in un pezzo omonimo. Celebrando lo stupefacente simile a quello  rinvenuto, stimolante ed euforizzante, totalmente sintetico e creato in laboratorio.  Altro non è che un derivato dell'anfetamina. Alcune tracce si possono ritrovare anche nelle pillole di ecstasy. Può essere assunta direttamente in polvere, sniffandola, o disciogliendola nell'acqua, come spesso si usa fare in discoteca. Un grammo costa mediamente, al momento, intorno ai 50 euro, poco meno della cocaina. Ma ne basta solo un quarto, diluito nell'acqua, per  sballarsi. Nata nei laboratori tedeschi, per fini militari, dagli anni Settanta l'assunzione di Mda è stata studiata in campo medico, come strumento per contenere la depressione dei pazienti.

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