Cronaca

Marine di Melendugno, rischio frane: chiusi interi tratti di costa a bagni e navigazione

L'ufficio circondariale marittimo di Otranto ha emesso un'ordinanza che vieta pesca, avvicinanmento in barca e qualsiasi altra attività marittima per ampie porzioni di litorale a Sant'Andrea, Torre dell'Orso, San Foca, Roca e Torre Specchia. La preoccupazione del sindaco Potì e di Federbalneari

Gli scogli Due Sorelle di Torre dell'Orso.

MELENDUGNO – Addio a bagni romantici davanti alla Grotta della Poesia, scrutando l’orizzonte fin dove l’occhio percepisce l’illusione che cielo e mare si fondano in un’infinita linea blu. La costa salentina crolla. Letteralmente. 

Un’ampia porzione di falesia potrebbe essere soggetta a frane, a causa del dissesto idrogelogico, in una delle aree più caratteristiche del litorale adriatico, in territorio di Melendugno. Tanto che è in vigore da ieri un’ordinanza emessa dal comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto, il tenente di vascello Gian Marco Miriello, per interdire l’accesso alle barche di ogni genere, ma anche la balneazione, la pesca professionale o sportiva e qualsiasi altra attività subacquea, in ampi tratti di litorale. 

Forte il rammarico di Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari. Non manca certo molto all’apertura della stagione turistica, e si potrebbe prospettare un forte calo. “Sono anni che sbattiamo i pugni su tutti i tavoli istituzionali per invitare tutti i responsabili del territorio e portatori d’interessi alla salvaguardia e tutela della costa”, tuona il rappresentante dei balneari. “Questi divieti – aggiunge - sono il risultato dell’indifferenza politica a tutti i livelli, scatenando una serie di effetti gravi e dannosi all'immagine del Salento e della sua gente”.

Sul sito web della guardia costiera idruntina è stata inserita anche una cartografia che illustra tutti i punti delle marine di Melendugno (Torre Sant’Andrea, Torre dell’Orso, San Foca, Roca e Torre Specchia) dove il pericolo di crolli ha costretto il comandante a emettere divieti, che toccano otto zone in particolare. A seconda dei casi, non ci si potrà avvicinare dal mare alla costa per 30 o 50 metri.

(Consulta la cartografia)

Dalle Grotte della marina di Torre Sant’Andrea fino ai margini della pineta di Torre dell’Orso, da Punta Matarico fino all’inizio ai faraglioni noti come Due Sorelle; e ancora, dal termine del lido di Torre dell’Orso fino all’inizio di Roca, e poi da Li Marangi a località Fontanelle, e un tratto di San Basilio e dall’inizio di Torre Specchia fino all’antica costruzione da cui trae il nome. Sono ampi i tratti che rientrano nel provvedimento. E si tratta di misure scaturite da sopralluoghi avvenuti nel tempo nei punti rocciosi della costa melendugnese.

(Consulta l’ordinanza)

E che, almeno in diversi casi, il rischio sia concreto lo dimostrano crolli già realmente avvenuti. Nel febbraio dello scorso anno è venuta giù in più occasioni una porzione di costa di Torre Sant’Andrea.  E risale a pochi giorni addietro, cioè al 3 marzo, un’ordinanza del comando di polizia municipale di Melendugno riguardante l’imposizione di un divieto di circolazione veicolare e pedonale dovuto allo sfaldamento del terreno e della falesia in località San Basilio.

Nell’ordinanza la guardia costiera invita inoltre il Comune di Melendugno, “oltre ad adottare i necessari provvedimenti amministrativi restrittivi per l’accesso ai tratti di costa interessati”, anche “ad installare e manutenere idonea cartellonistica, redatta anche in più lingue”, in cui fornire anche “l’esatta indicazione del pericolo esistente”. 

Viva la preoccupazione di Marco Potì, sindaco di Melendugno: "Di recente mi sono incontrato con il comandante Miriello e siamo rimasti d'accordo sul procedere coordinati per quanto di rispettiva competenze, noi su terra loro sul mare".

"Forse - prosege il primo cittadino - dopo il crollo della falesia della scorsa settimana, il comandante ha inteso dare un'accelerata con un'ordinanza diffusa e molto puntuale. Il nostro comandante della municipale, dopo quel crollo, ne ha emessa una di divieto al traffico veicolare e pedonale".

"E' chiaro che la pericolosità della falesia non è la stessa lungo tutta la costa. La mia proposta è quella di istituire un tavolo, o sedersi a quello della Provincia che si è già occupato di questi  temi, magari con la partecipazione di esperti anche dell'università. La situazione è preoccupante e va gestita in tempo, perché - conclude - c'è tutto un pezzo di economica che i gira attorno". 

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