Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Melendugno, il sindaco: "Acqua torbida, non bevete"

Indetta un'ordinanza per via Roca. L'Aqp deve provvedere all'approvvigionamento con rete alternativa, fino al ripristino della normalità. Il comitato "No Acquarossa": "La prova che abbiamo ragione"

Un'autobotte a Melendugno.

Acqua torbida, vietato bere dai rubinetti. Parola di sindaco. Il primo cittadino di Melendugno, Luigi Roberto Felline ha indetto ieri un'ordinanza riguardante via Roca. "A seguito dei controlli effettuati su due abitazioni di via Roca da parte del competente servizio dell'Azienda sanitaria locale sull'acqua distribuita al contatore - si legge nel documento rivolto alla cittadinanza - si è riscontrata una certa torbidità che ha indotto l'Asl a propormi l'emissione di un provvedimento teso alla limitazione dell'uso dell'acqua per l'intera via". Infatti, "la torbidità riscontrata potrebbe essere dovuta a lavaggi che l'Acquedotto ha eseguito sull'intera rete al fine di migliorare il servizio e che pertanto tale fenomeno potrebbe rilevarsi passeggero e momentaneo", spiega il sindaco. Che comunque, tiene anche a sottolineare: "Ciononostante, a seguito della comunicazione dell'Asl, ho dovuto disporre, con ordinanza numero 3/2008, la limitazione dell'uso dell'acqua distribuita dall'Acquedotto in tutta via Roca".

La limitazione dell'uso riguarda la possibilità di bere l'acqua o di usarla per la preparazione di cibi e bevande, mentre sarà possibile usarla per fini igienici, come viene spiegato nell'ordinanza. All'Acquedotto pugliese viene inoltre ordinato di "provvedere alla sostituzione dell'approvvigionamento pubblico con l'utilizzo di rete alternativa e sostitutiva, fino al ripristino dei requisiti di conformità dell'acqua distribuita, nonché di comunicare le eventuali ulteriori zone del territorio che potrebbero versare nelle medesime condizioni, al fine di consentire l'adozione di ogni utile provvedimento a tutela della salute pubblica".

Per Franco Candido, responsabile del comitato cittadino "No Acqua rossa", che da tempo si batte su questo fronte (ha anche convocato "Le Iene", direttamente da Italia Uno, Ndr), malgrado siano trascorsi quattro anni dal drammatico divieto di utilizzo 'per oltre un mese' dell'acqua potabile distribuita dall'Acquedotto pugliese a Melendugno, nulla è cambiato L'ordinanza emessa dal sindaco conferma la bontà della lotta portata avanti in questi anni dal comitato. Malgrado i proclami di potabilità dell'acqua, la verità è una sola ed è quella che gridiamo ai quattro venti da anni: l'acqua di Melendugno non e' potabile, perlomeno in Via Roca. Quale credibilità dare, quindi, al comunicato stampa diffuso da Aqp il 29 novembre del 2007, quando affermava: "...sovente i fenomeni di rilevazione di acqua rossa nelle abitazioni sono legati a problematiche degli impianti interni (presenza di filtri ove non é periodicamente effettuata la manutenzione ordinaria, serbatoi delle autoclavi in cattivo stato di conservazione ecc. )'?".

"I melendugnesi - dice Candfido - venivano praticamente accusati di essere essi stessi, con i loro impianti in cattivo stato di conservazione, i principali responsabili dei "fenomeni di acqua rossa". Nonostante, quindi, Aqp abbia recentemente dichiarato con quel comunicato stampa che 'l'impegno dell'Acquedotto pugliese per un costante miglioramento del servizio nell'abitato di Melendugno si é concretizzato negli ultimi anni, in molteplici azioni', nulla di nuovo é stato erogato dai rubinetti domestici cittadini: acqua rossa sgorgava drammaticamente ieri, acqua rossa viene distribuita ancor più drammaticamente oggi. Due sono le cose: o Aqp non è in grado di risolvere il problema (e allora dovrebbe sinceramente ammetterlo e rinunciare agli infruttuosi tentativi a cui stiamo assistendo) o è vero quello che il comitato afferma da tempo e cioè: è necessario sostituire integralmente tutte le condutture sul territorio cittadino che, è bene ricordarlo, l'amministrazione comunale stessa ha definito in un suo documento (protocollo numero 1806 dell'11 maggio 2006) '...vetuste, fatiscenti, obsolete, ridotte di diametro per incrostazioni e corrosioni varie e quindi estremamente pericolose per la salute pubblica'. Non volere ammettere questa sacrosanta necessità, che viene oggi confermata da un'ordinanza del sindaco di Melendugno, significa assumersi la responsabilità di mettere a rischio la salute dei cittadini".

"Ciò avviene non tanto quando l'acqua é rossa - precisa il responsabile del comitato -, perché in tal caso è un pericolo evidente e facilmente evitabile, ma quando l'acqua è più chiara e apparentemente sicura, perché è proprio allora che, non avendo la possibilità di fare analisi chimiche e batteriologiche sul momento, i cittadini devono bere ad 'occhi chiusi' un tipo di liquido di cui non sanno se fidarsi o meno e la cui 'reputazione' è stata variamente compromessa dalle frequenti ed improvvise manifestazioni di acqua colorata di rosso, di giallo ocra o di giallo paglierino, appena visibile".

E' per tanto necessario un impegno finanziario serio da parte di Aqp e da parte della Regione Puglia, suo azionista di riferimento, per il ricambio totale delle condutture cittadine, comprese quelle in cemento-amianto. Per ovviare al silenzio dei politici e per raggiungere questo obiettivo - conclude -, il comitato avvierà da subito la campagna di contestazione delle carissime bollette che Aqp invia agli utenti per il pagamento dell'acqua fornita e del servizio di fognatura ad esso collegato".

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