Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Poliziotto in vacanza disarma rapinatore, i carabinieri acciuffano il complice

Scene da Far West, nella notte, a Torre dell'Orso. Massimiliano Apollonio, 28enne di Lizzanello, e Carmine Calogiuri, 25enne di Melendugno sono finiti in manette dopo un assalto con fucile e mitraglietta in una tabaccheria. Un assistente di polizia della questura di Napoli è intervento con estremo sangue freddo

Foto per concessione di Alma Roma.

TORRE DELL’ORSO (Melendugno) – Incappucciati e armati. Una mitraglietta e un fucile a canne mozze. Hanno seminato il panico nel pieno dei “Giardini del sole”, dove fino a notte fonda si ritrovano molti villeggianti di Torre dell’Orso, marina di Melendugno. Un raid per rapinare una tabaccheria, la rivendita numero 11 “Vaglio”, al quale è seguito letteralmente il finimondo, quando un agente di polizia fuori servizio, lì in vacanza, è intervenuto nella situazione di petto, dimostrando una freddezza non comune. E mentre uno dei rapinatori, una volta disarmato, ha rischiato persino di essere linciato dalla folla che nel frattempo si era radunata, l’altro è riuscito fuggire. Ma senza farla franca. Perché nel frattempo sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Lecce, che hanno ingaggiato una serrata caccia all’uomo. Culminata con il secondo fermo.  

In manette sono finiti Massimiliano Apollonio, 28enne di Lizzanello, e Carmine Pantaleo Calogiuri, 25enne di Melendugno. Gli investigatori sospettano che possano essere autori anche di altri colpi avvenuti di recente. Ma questo dovrà ancora essere appurato. Certo è che ieri notte, nell’affollata marina sulla costa adriatica, hanno seminato il panico, con scene che sembrano prese di sana pianta da un film d’azione. I due hanno fatto irruzione nella rivendita di tabacchi, anche a quell’ora – erano le 22 - piena di clienti. E intorno, nel passeggio serale, tante famiglie con bambini. Nelle vicinanze c’è una anche gelateria.

I due malviventi pensavano che l’assalto “mordi e fuggi” non avrebbe creato più problemi di tante altre rapine simili. E forse così sarebbe andata, se non fosse intervenuto, provvidenzialmente, un assistente di polizia della questura di Napoli, in ferie nel Salento da pochi giorni. L’istinto ha preso il sopravvento. Con sangue freddo assoluto si è lanciato sul primo rapinatore che, dopo aver scansato con un colpo al viso un cliente, aveva puntato il fucile a canne mozze in faccia al gestore.

CALOGIURI CARMINE PANTALEO-2Il malvivente non se l’aspettava, ed è rimasto sorpreso anche l’altro rapinatore. Che, non prima di avergli puntato contro la mitraglietta, ha comunque preferito darsela a gambe. Nel frattempo, sul posto è arrivata anche una pattuglia della vigilanza privata Alma Roma, con cui la tabaccheria è abbonata. Le guardie giurate hanno aiutato l'agente a trattanere il malvivente. Ed hanno presidiato anche la Fiat Uno usata dai malviventi per raggiungere la zona. Dentro c'erano diversi proiettili. 

Pochi minuti dopo, sul posto sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Melendugno. Stavano svolgendo i consueti servizi di prevenzione del periodo estivo. I militari sono riusciti, non senza fatica, a sottrarre il giovane fermato all’ira della folla. Era Apollonio, subito condotto in caserma in manette.

Nel frattempo è partita la ricerca a spron battuto del fuggitivo. Diverse pattuglie dei carabinieri delle stazioni limitrofe e del Nucleo radiomobile di Lecce, hanno raggiunto Torre dell’Orso ed hanno raccolto le prime testimonianze, seguendo la via di fuga del malvivente, visto correre con la mitraglietta ancora fra le braccia. Ed è iniziata anche l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza. I militari di Melendugno, che conoscono bene luoghi e persone della zona, hanno sin da subito indirizzato le ricerche verso un giovane con precedenti per stupefacenti, residente a Melendugno. Calogiuri, appunto. E’ stato riconosciuto nei filmati per via della figura esile e della camminata.

La svolta nella notte: una pattuglia ha intercettato il sospettato a bordo della sua Renault Clio. Si aggirava per le vie del paese. Controllato, il giovane è apparso sin da subito agitato, al punto da balbettare. Accanto a lui c’era un’ignara ragazza. I militari li hanno subito divisi, conducendoli in caserma e ascoltandoli separatamente. Le versioni dei due, in particolare sull’orario in cui si sarebbero incontrati, non coinciderebbero.

APOLLONIO MASSIMILIANO-2Nel frattempo, una perquisizione tra le campagne di Melendugno e Calimera – zona recentemente battuta alla ricerca di autovetture rubate e nascondigli per refurtiva – è risultata positiva: è stata ritrovata l’auto di Apollonio, insolitamente parcheggiata in mezzo agli alberi di ulivo. I militari vi hanno scovato il telefono cellulare. Controllando le chiamate, hanno scoperto che si era sentito con Calogiuri più volte, nell’arco della serata, prima della rapina. Non troppo distante, i militari hanno poi scovato, in un trullo, abiti di riserva e qualche passamontagna, oltre ad una pistola scacciacani, riproduzione di una Beretta corta.

Tra gli indumenti, una felpa rossa, priva di manica. Con quella è stato ricavato il passamontagna rosso di Apollonio. Fra gli altri oggetti reperiti, alcune buste blu, trovate addosso ad Apollonio. Che hanno inchiodato definitivamente anche Calogiuri. Sarebbero identiche a quelle rinvenute in casa sua, insieme alle scarpe nere indossate durante la rapina. A questo si aggiunga il fucile a canne mozze con colpo in canna e circa 130 cartucce calinro 12 sequestrate sempre a carico di Apollonio. Dati i gravi indizi di colpevolezza emersi a loro carico, il magistrato di turno, Paola Gugliemi, ha ordinato la traduzione in carcere. 

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