Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Macellazione carni, maxi evasione: le indagini partono dall'Irpinia e arrivano nel Salento

Sequestrati immobili e terreni in più parti d'Italia, compreso nella zona di Melendugno. Tutto nato da un'inchiesta su due fratelli imprenditori dell'avellinese, da parte dei finanzieri della tenenza di Sant'Angelo dei Lombardi. Complesso il meccanismo per incamerare beni e creare nuove società

AVELLINO – Beni per 3 milioni e 200mila euro sono stati posti sotto sequestro preventivo dai finanzieri della tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, comune in provincia di Avellino. Ma le indagini, partite dall’Irpinia, hanno condotto i militari in più parti d’Italia. Compreso il Salento. Tra i ventinove immobili finiti sotto sequestro, infatti, alcuni si trovano nella zona di Melendugno. Le altre località sono Avellino, Roma, San Giorgio a Cremano, e Santa Maria del Cedro. Ci sono poi un capannone industriale a Grottaminarda, terreni agricoli per oltre 320mila metri quadri, persino un complesso residenziale.

L’inchiesta è stata coordinata della Procura della Repubblica di Avellino. Riguarda due fratelli imprenditori nel settore della macellazione e della produzione di carni. Ed è nata dopo l’acquisizione di numerosi documenti contabili, avvenuta il 16 febbraio dello scorso anno, in uno stabilimento industriale. All’epoca questo era intestato a una terza persona. Per la Procura, solo un prestanome. Ingente l’evasione fiscale rilevata, a causa del mancato versamento delle liquidazioni annuali dell’Iva per gli anni dal 2005 al 2008. La cifra si attesta attorno ai 6 milioni e 400mila euro.

Le indagini hanno dunque svelato quali fossero i reali amministratori. Questi avrebbero operato tramite un meccanismo consolidato, cioè incamerando l’Iva a credito delle vendite, che, dopo compensazione con la componente a debito dell’imposta versata sugli acquisti, non sarebbe mai stata corrisposta sottoforma di tributo all’erario.

Sarebbero tre le realtà societarie che si sono succedute nel tempo, tutte con elementi di somiglianza impossibili da non notare: stesso oggetto sociale, quasi sempre la stessa manodopera, identica titolarità di eguali beni mobili e stessi clienti e fornitori.

Le prime due società si sarebbero avvicendate fra il 2001 e il 2008, non corrispondendo l’Iva. All’inizio del 2009 sarebbe poi sorta una terza realtà industriale, in regola con gli adempimenti tributari. Lo scopo di tutto questo meccanismo, secondo i finanzieri: rimpolpare i patrimoni personali e dell’ultima società. 

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