Ordine del questore, chiuso per trenta giorni il bar "Movida" di Melissano

Il provvedimento sulla scorta dei controlli dei carabinieri, che più volte hanno riscontrato la presenza di soggetti pericolosi

MELISSANO – Chiude a Melissano il bar “Movida” di via Felline. Non in maniera definitiva, certo ma per un periodo piuttosto prolungato: ben trenta giorni, a partire da oggi. Il provvedimento, sulla scorta dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, è stato notificato proprio questo pomeriggio dai carabinieri della stazione locale ai gestori. I militari hanno poi apposto il cartello d’avviso sulla serranda chiusa del locale.

La misura è stata emanata dal questore di Lecce, Andrea Valentino, su proposta avanzata dagli stessi carabinieri di Melissano. I militari, nel tempo, più volte hanno eseguito, infatti, controlli all’interno, riscontrando il fatto che fosse assidua la frequentazione da parte di soggetti ritenuti pericolosi presso per l’ordine e sicurezza pubblica, considerando i particolari trascorsi. In diversi casi, anche soggetti ritenuti vicini alla Sacra corona unita, e, dunque, inseriti in contesti di criminalità organizzata.

Negli ultimi mesi sempre più spesso sono stati adottati provvedimenti simili in varie località della provincia di Lecce: Scorrano, Nardò, la stessa Melissano, per citarne alcuni, fino alla revoca della licenza per un circolo privato di Galatone. Ma quello di oggi è uno dei provvedimenti di chiusura temporanea più lunghi mai decretati, almeno di recente.

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Licenza sospesa già altre due volte

Simili misure di sospensione sono adottate in funzione preventiva, per scoraggiare l’aggregazione di persone pericolose, e quasi sempre in maniera indipendente rispetto a quelle che possono essere le oggettive responsabilità dei titolari di un esercizio.  Va tuttavia rilevato come la licenza rilasciata per la somministrazione di alimenti e bevande all’interno dell'esercizio in questione sia stata in passato già sospesa per ben due volte, in presenza degli stessi elementi di fatto. Il primo provvedimento, infatti, risale all’aprile del 2010 e fu per un periodo di otto giorni. Il secondo, nel marzo del 2012 e il locale restò chiuso per cinque giorni.

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