Cronaca

Memorizza targa e segue banditi: presi prima del colpo

Rocambolesco il modo in cui due vegliesi sono stati arrestati. Un carabiniere fuori servizio ha visto un'auto e ha ricordato la targa: era stata rubata ieri. Stavano andando a rapinare una banca

Al centro, il colonnello Maurizio Ferla, durante la conferenza stampa.

CASARANO - Potere della memoria. Ingredienti per sventare una rapina: un appuntato scelto che la sera prima, durante il turno, ha fissato nella mente la targa di un'auto rubata, la casualità di vedersela sfilare davanti in lamiere e gomma la mattina successiva, la rapidità nel mettersi alle calcagna, lasciando moglie e figli attoniti al bar, la prontezza nel chiamare i colleghi per tendere la trappola finale e il piatto è servito.

Sigismondo Patera, 57enne, e Pietro Albano, 46enne, entrambi di Veglie, il primo volto già noto alle forze dell'ordine, il secondo sconosciuto fino a qualche ora addietro, non dimenticheranno mai il modo in cui i carabinieri delle compagnie di Casarano e Gallipoli li hanno inchiodati, prima ancora che entrassero nel vivo dell'azione. E pensare che avevano preparato tutto alla perfezione, ben lontani dalla loro cittadina d'origine: Fiat Uno rubata la sera prima a Galatone, attrezzi del mestiere a portata di mano, persino polpastrelli ricoperti di nastro adesivo sulla mano sinistra di uno dei due, per non lasciare impronte. Una trovata forse presa in prestito da qualche serial televisivo.

Peccato per loro che il caffè sia andato di traverso a un appuntato dei carabinieri, residente a Casarano, ma in servizio a Gallipoli, questa mattina, poco prima delle 10, quando s'è visto passare davanti la Uno. La sera prima su tutte le autoradio era rimbalzata la notizia del furto di un'auto. Al militare era rimasto impresso non solo il colore, bianco, ma anche il numero di targa, una serie di cifre facili da memorizzare. E allora via, di corsa, a seguire la Fiat Uno, chiamando nel frattempo i colleghi e piantando la consorte davanti al bancone. Il dovere è dovere, e certe imprese non le mette a segno soltanto Serpico.

Messosi alle calcagna dei due, seguita la Uno per le vie di Casaranocon la sua auto privata, il carabiniere, nel frattempo, ha chiamato i colleghi che in breve l'hanno raggiunto a bordo di due pattuglie. Destinazione finale, piazza Umberto I. I due vegliesi stavano puntando verso la filiale della banca Monte dei Paschi di Siena. Senza accorgersi di nulla. Tanto che uno dei due aveva già indossato un passamontagna ed era pronto a passare alla seconda fase, l'assalto vero e proprio, quando sono sbucati i militari.

Fallito il colpo prima ancora di dichiararsi come rapinatori davanti al cassiere di turno, l'uomo s'è rimesso in auto, invitando il complice a sparire il più presto possibile dalla scena. Ma ormai i due erano stati agganciati e Patera e Albano, di strada, ne hanno fatta ben poca. Bloccati nelle vicinanze, nell'auto i carabinieri hanno trovato due passamontagna, una pistola giocattolo priva del tappo rosso, simile a una vera arma, due taglierini, cappellini, occhiali scuri e vario materiale da scasso, fra cui uno spadino ricavato da una chiave a brugola, con ogni probabilità usato la sera precedente per scassinare la portiera della Uno.


Per entrambi si sono aperte le porte del carcere di Lecce, su disposizione del pubblico ministero di turno, Alberto Santacatterina. I reati contestati: furto aggravato (quello dell'auto, per l'appunto) e tentata rapina. E l'appuntato scelto? Per lui, la pausa caffè, ormai, era saltata. Nel frattempo, ha preso ufficialmente servizio. Indossando la divisa, dopo una movimentata mattinata di inseguimenti in borghese.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Memorizza targa e segue banditi: presi prima del colpo

LeccePrima è in caricamento