Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Operazione "Mercante in fiera", Cassazione conferma la condanna per sette

La Suprema Corte ha respinto i ricorsi presentati da Rosanna Tornese, Patrizia Catanzaro, Salvatore Conversano, Vanessa Lezzi, Angela e Carla Protopapa e Pasquale Coluccia. Le sentenze diverranno ora definitive. L'operazione per droga ed estorsioni risale al 2010

LECCE – Arriva la conferma della Cassazione per sette degli imputati condannati nell'ambito dell'operazione denominata “Mercante in fiera”, che poco più di tre anni fa portò all’arresto di 25 persone, con altre 14 indagate a piede libero, con l'accusa di traffico di droga ed estorsione.

A dare avvio alle indagini, nell'aprile del 2009, la denuncia di tentata estorsione sporta da un imprenditore di Galatina, organizzatore anche di eventi presso la Fiera.

Da qui sarebbe emerso, a detta degli investigatori, l'interesse di uomini legati allo storico clan Coluccia di espandere le proprie attività. Dalle intercettazioni ambientali sarebbe emerso un quadro più ampio, con un traffico di sostanze stupefacenti con ramificazioni fra Galatina, Copertino, Monteroni, la stessa Lecce e Leverano.

Le pene inflitte nel giudizio con rito abbreviato erano state notevolmente ridotte in appello. I giudici di secondo grado (presidente Vincenzo Scardia; relatore Pietro Baffa, a latere Eva Toscani), però, avevano accolto in pieno la tesi difensiva degli imputati e, pur riconoscendo l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, avevano stabilito che l'associazione sia stata costituita al fine di commettere fatti di lieve entità.

La Suprema Corte ha respinto i ricorsi presentati da Rosanna Tornese (condannata a 3 anni); Patrizia Catanzaro (1 anno e quattro mesi); Salvatore Conversano (3 anni e sei mesi); Vanessa Lezzi (2 anni e due mesi); Angela e Carla Protopapa (2 anni e quattro mesi); e Pasquale Coluccia. Le sentenze diverranno ora definitive.

Secondo l'ipotesi accusatoria il tentativo di estorsione sarebbe stato messo a segno da Luigi Di Gesù, ritenuto un elemento di spicco del clan. La richiesta: 30mila euro. Soldi che, proprio in quei giorni cui si era in via d'organizzazione un evento presso la fiera galatinese, sarebbero serviti per la "protezione" sulle attività commerciali. Sarebbe stato lo stesso Di Gesù a presentarsi come esponente del clan facente capo ai fratelli Coluccia di Galatina e Noha.

rosanna tornese-2Una sorta di referente, essendo entrambi ancora ristretti. I carabinieri, raccolta la denuncia, hanno iniziato a controllare e pedinare determinati personaggi, avviando intercettazioni telefoniche e ambientali (non ultime, anche videoriprese), infiltrandosi nell'ambiente criminale. E' stato in questo modo che s'è arrivati, risalendo l'argine, anche a due distinte associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti. Non di rado, le intercettazioni mettono a nudo situazioni diverse, rispetto a quelle per le quali originariamente era partita un'inchiesta.

salvatore conversano-2-2L'inchiesta avrebbe poi evidenziato l'esistenza di una presunta associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e hashish su Galatina. Si è poi arrivati a scoprire un altro gruppo, che si sarebbe invece dedicato allo smercio di eroina. Le indagini hanno fatto luce anche un secondo gruppo, in un'altra zona, fra Copertino, Monteroni e dintorni (comprese puntate sul capoluogo). Senza alcun legame con il primo, comunque, come evidenziato dal procuratore aggiunto De Donno.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Massimo Bellini, Laura Minosi, Silvio Caroli e Luigi Greco. 

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