Cronaca

"Mercante in fiera", nel secondo grado pene ridotte a tutti. Due assolti

I giudici accolgono tesi difensiva. Risconoscono l'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, ma stabiliscono che l'associazione sia stata costituita al fine di commettere fatti di lieve entità

 

LECCE – Crollano in appello le pene inflitte agli imputati che hanno scelto il giudizio con rito abbreviato nell'ambito dell'operazione denominata "Mercante in fiera", che poco più di due anni fa portò all’arresto di 25 persone, con altre 14 indagate a piede libero, con l'accusa di traffico di droga ed estorsione. A dare avvio alle indagini, nell'aprile del 2009, la denuncia di tentata estorsione sporta da un imprenditore di Galatina, organizzatore anche di eventi presso la Fiera. Da qui sarebbe emerso, a detta degli investigatori, l'interesse di uomini legati allo storico clan Coluccia di espandere le proprie attività. Dalle intercettazioni ambientali sarebbe emerso un quadro più ampio, con un traffico di sostanze stupefacenti con ramificazioni fra Galatina, Copertino, Monteroni, la stessa Lecce e Leverano.

I giudici di secondo grado (presidente Vincenzo Scardia; relatore Pietro Baffa, a latere Eva Toscani), però, che hanno accolto in pieno la tesi difensiva degli imputati, pur riconoscendo l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, hanno stabilito che l'associazione sia stata costituita al fine di commettere fatti di lieve entità. Per Antonio Protopapa, condannato in abbreviato a 16 anni, la pena è scesa a 6 anni;  da 11 a 3 anni, invece, per Rosanna Tornese. I due erano considerati i presunti promotori dell’organizzazione. Due anni e 4 mesi per Carla Protopapa (a fronte di 5 e 10 mesi); 2 anni e due mesi anni per Vanessa Lezzi (a fronte di 5); 2 anni e quattro mesi per Angela Protopapa (condannata a 6 anni e nove mesi);  1 anno e quattro mesi per Patrizia Catanzaro e Luigi Spedicato (condannati in primo grado a 4 anni); 3 anni e sei mesi per Salvatore Conversano (a fronte di una condanna a 8 anni); assoluzione per Settimo Protopapa e Perdonato Ligori.

Secondo l'ipotesi accusatoria il tentativo di estorsione sarebbe stato messo a segno da Luigi Di Gesù, ritenuto un elemento di spicco del clan. La richiesta: 30mila euro. Soldi che, proprio in quei giorni cui si era in via d'organizzazione un evento presso la fiera galatinese, sarebbero serviti per la "protezione" sulle attività commerciali. Sarebbe stato lo stesso Di Gesù a presentarsi come esponente del clan facente capo ai fratelli Coluccia di Galatina e Noha. Una sorta di referente, essendo entrambi ancora ristretti. I carabinieri, raccolta la denuncia, hanno iniziato a controllare e pedinare determinati personaggi, avviando intercettazioni telefoniche e ambientali (non ultime, anche videoriprese), infiltrandosi nell'ambiente criminale. E' stato in questo modo che s'è arrivati, risalendo l'argine, anche a due distinte associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti. Non di rado, le intercettazioni mettono a nudo situazioni diverse, rispetto a quelle per le quali originariamente era partita un'inchiesta. 

L'inchiesta avrebbe poi evidenziato l'esistenza di una presunta associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e hashish su Galatina, della quale avrebbero fatto parte Antonio Lagna, Roberto Tundo, Alessandro Ciccardi, Pietro Narcisi e Massimiliano Ciccardi. A coordinare il tutto, per i carabinieri, sarebbe stato Lagna, il quale avrebbe impartito disposizioni circa i modi ed i tempi dell'attività di spaccio, oltre che sul recupero dei proventi. Si è poi arrivati a scoprire un altro gruppo, che si sarebbe invece dedicato allo smercio di eroina. A capo di questo, vi sarebbe stato Alessandro Vadruccio, in collaborazione Marco Rossetti e Andrea Lo Bue.

Le indagini hanno fatto luce anche un secondo gruppo, in un'altra zona, fra Copertino, Monteroni e dintorni (comprese puntate sul capoluogo). Senza alcun legame con il primo, comunque, come evidenziato dal procuratore aggiunto De Donno. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Massimo Bellini, Elio Maggio, Vincenzo Del Prete, Silvio Caroli e Angelo Vetrugno.

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