Messaggi e commozione, l'immenso abbraccio per l'ultimo viaggio di Luca

Il discorso della moglie in chiesa, poi la tappa davanti alla "Cornetteria" e gli scritti letti dagli amici nel giorno dei funerali

Fotografie di Antonio Quarta.

LECCE – L’abbraccio a Luca è stato immenso, commovente. La chiesa di San Guido, nel quartiere Leuca di Lecce, questo pomeriggio straripava di persone d’ogni età, giunte da ogni dove. A stento è riuscita a contenere quanti hanno voluto salutare un uomo speciale, com’è stato ricordato anche oggi, più volte, capace di donare affetto e calore. L’uomo, appunto, prima ancora che l’imprenditore e innovatore instancabile nel settore del commercio.  

C’è persino chi ha annullato i propri impegni di lavoro in altre parti d’Italia e all’estero, rientrando a Lecce, pur di essere presente accanto alla famiglia: mamma Angela e papà Raffaele, la sorella Monia, l’adorata moglie Anna su tutti. Segnali chiari che il suo passaggio in questo mondo è stato  intenso e indelebile. Certo, è stato interrotto in modo brusco, netto, indescrivibile l’altra notte, quando l’auto di cui era alla guida si è rovesciata su se stessa; ma non per questo svanirà la sua essenza che, anzi, oggi più che mai, sarà una fiaccola perenne nel cuore di chiunque l’abbia conosciuto. Non parole di circostanza, ma verità scritte in modo chiaro negli occhi di tutti, ancora increduli.

Il discorso della moglie Anna

Due i momenti che hanno profondamente toccato le corde emotive. Il primo, proprio al termine della funzione celebrata da don Alessandro Saponaro, quando la moglie di Luca, Anna, ha voluto esprimere un ringraziamento generale che ha strappato un lungo applauso e fatto rigare i volti di lacrime. Poche parole, a braccio, per raccontare e raccontarsi. Vedere tanti amici riuniti ha avuto un significato preciso, per lei: “E’ la dimostrazione dell’amore e dell’affetto che ha avuto nei confronti di ognuno di voi”. “Mi rendo conto che ognuno di voi – ha proseguito - ha un ricordo particolare”, menzionando il carattere scherzoso, la capacità di portare allegria con la sua sola presenza e le freddure improvvise. Ma questo era solo uno dei tanti aspetti di una personalità talmente multiforme da non avere una definizione.

Video: chiesa gremita e un toccante ricordo

“Lui ha amato la sua famiglia come nient’altro”, ha ricordato ancora Anna. E quando si parla di famiglia, vanno menzionati anche i cani ai quali la coppia era molto legata, parte integrante della quotidianità e del loro mondo affettivo più intimo. Prima Kitty, purtroppo deceduta, poi Emy, la piccola Yorkshire che non si dà pace, non vedendo arrivare il suo padrone. “Sono stati i nostri figli. Noi purtroppo non abbiamo avuto la grazia di avere dei figli, perché così ha vljuto il Signore e abbiamo deciso di non intraprendere nessun’altra strada. E’ stata una nostra decisione”, ha ricordato.

“Abbiamo accettato quello che Lui ha destinato per noi, nonostante ne soffrissimo molto. Però – ha aggiunto - avevamo tanti altri figli. I figli degli altri erano i nostri. E Luca li ha trattati veramente come fossero suoi”, ricordando i nipoti che lui adorava e “che da lassù seguirà”. “Io ero per lui una bomboniera che ha sempre cercato di proteggere, anche se ho sempre avuto un carattere un po’ esuberante”, ha concluso. “A  volte cercava di frenarmi, a volte di proteggermi. Lui diceva sempre che ero l’Anna sua e questa è la parola che conservo nel cuore”.   

La tappa davanti alla "Cornetteria"

Il secondo momento è stato all’uscita della chiesa. Prima di raggiungere il cimitero, la salma si è fermata davanti alla sua creazione, che l’aveva reso conosciuto ben oltre i confini della provincia di Lecce: la “Cornetteria di Notte”, distante poche centinaia di metri dalla chiesa. Una tappa obbligata in un luogo che era diventato il tempio in cui aveva coltivato tutti i suoi sogni e donato emozioni. Qui la folla s’è raccolta per ascoltare i pensieri redatti di loro pugno da alcuni amici, per descrivere Luca, cos’abbia rappresentato.

Video: lettere per Luca. Così lo ricordano gli amici

Perché non lascia solo un ricordo, in chi ha avuto “il privilegio di conoscerlo”, come ha detto qualcuno fra le decine di messaggi che confluiscono da ore sui social, ma insegnamenti di vita. Valori veri, come l’amicizia sincera e leale, l’onestà, la capacità di regalare il bene in maniera incondizionata e spassionata. Ed è stata una sosta che ha rappresentato, pur nella commozione generale, quasi una sorta di festa, il tributo a chi ha saputo spendersi tanto per gli altri. 

Chi era Luca Capoccia

Luca Capoccia è venuto a mancare a 45 anni alle prime ore di ieri, venerdì 30 agosto, in un tragico incidente stradale avvenuto sulla provinciale Giuggianello-Minervino. Era alla guida della sua Smart. Un colpo di sonno o un malore, forse, all’origine del sinistro. Non sono stati rilevati segni di frenata.

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Continuatore dell’attività di famiglia, il forno “Da Raffaele” (proprio nei giorni scorsi premiato fra le eccellenze del Salento) tramite la formula della “Cornetteria di Notte”, aveva però anche tante altre passioni che coltivava con tale intensità e perizia, da aver allargato a dismisura la cerchia di conoscenze e amicizie: la fotografia, per cui aveva avviato anche  collaborazioni editoriali, proprio come quella con LeccePrima, il biliardo, la recitazione solo alcune fra le principali. E in lui simpatia e una virale voglia di vivere si fondevano con l’educazione e il rispetto, principi inderogabili in ogni circostanza.  

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