Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Palermo, nuove grane per Miccoli: ci sarebbe anche l’accusa di estorsione

L'attaccante di San Donato di Lecce, già iscritto nel registro degli indagati per accesso abusivo a sistema informatico, secondo il giornale "La Repubblica", si sarebbe affidato al figlio di un noto boss per il recupero di alcune somme di denaro

@TM News/Infophoto

LECCE – Dopo essere stato iscritto, a metà maggio, nel registro degli indagati con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico, la situazione di Fabrizio Miccoli si è ulteriormente complicata nelle ultime ore. Secondo il quotidiano La Repubblica, la Direzione investigativa antimafia avrebbe notificato l’avviso di garanzia in cui si ipotizza anche il reato di estorsione.

I fatti sui quali gli inquirenti sono da tempo al lavoro portano all’amicizia tra il bomber di San Donato di Lecce e Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa, Antonio. Secondo gli investigatori, il calciatore avrebbe incaricato l’amico di riscuotere una somma di denaro dai soci di una discoteca di Isola delle femmine. Compito che sarebbe stato svolto senza troppi complimenti per i debitori.

La seconda accusa verte sulle quattro schede telefoniche, già intestate, che Miccoli si sarebbe fatto dare dal gestore di un centro di telefonia: una di queste è finita proprio a Mauro Lauricella che la Dia ha tenuto sotto controllo nel periodo in cui il padre si era reso latitante. Dalle intercettazioni non emerse nulla che potesse agevolare le forze di polizia nella ricerca del boss, ma vennero annotate alcune conversazioni tra Lauricella e Miccoli che hanno dato avvio alle indagini: sarebbero agli atti anche delle espressioni oltraggiose nei confronti del giudice Giovanni Falcone, ucciso insieme alla moglie e ad alcuni agenti della scorta, il 23 maggio del 1993.

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