Cronaca

Emilio Miccolis scrive al rettore: “Ritiro le mie dimissioni da direttore generale”

L'ex direttore generale ha spedito una raccomandata con le motivazioni del suo ravvedimento. Precisando che la sua volontà era stata già espressa in un faccia a faccia con lo stesso Laforgia risalente al 30 ottobre

Domenico Laforgia ed Emilio Miccolis.

LECCE – Con una raccomandata ricevuta dal rettore, Domenico Laforgia, il 10 novembre – due giorni prima dell’inaugurazione dell’anno accademico -, l’ex direttore generale, Emilio Miccolis ha comunicato di voler ritirare, con effetto immediato, la dimissioni volontarie presentate il 24 ottobre.

“Mi preme precisare – scrive Miccolis nella lettera – che la mia precedente nota era stata dettata dal clamore massmediatico che in quelle ore e nei giorni a seguire ho subito e che fu indotto da un episodio o da episodi di cui – è di tutta evidenza – sono vittima, come sarà accertato dalla magistratura”. Il riferimento è alla pubblicazione di una parte delle registrazioni di alcuni colloqui avuti con i sindacalisti Tiziano Margiotta e Manfredi De Pascalis, in seguito alla quale sull’Università del Salento si è abbattuta una tempesta di polemiche e di accuse, al cui eco è ancora presente nel dibattito.

Miccolis - che ha assistito alla cerimonia del Teatro Verdi di Brindisi  seduto in disparte -, nel ribadire di non aver mai tradito la fiducia di Laforgia e di aver agito sempre in maniera coerente “con la linea politica di governo e di rigore da lei introdotta, come è facilmente rintracciabile” spiega di trovare “ingiusto nei confronti di me stesso, delle persone con le quali ho collaborato in questi anni e, soprattutto, nei confronti dell’Università del Salento, interrompere, senza motivo alcuno, l’intera opera di risanamento, ammodernamento e di crescita che aveva già dato i suoi primi evidenti segnali positivi in termini di efficacia ed efficienza della complessa struttura amministrativa del nostro ateneo”.

L’ex direttore generale richiama poi, testualmente, le parole con cui il procuratore capo, Cataldo Motta, ha inteso precisare che Miccolis non è indagato né per le vicende legate al concorso per la copertura di tre posti dell’area amministrativa, né per abuso d’ufficio e violenza privata come era stato anche detto. La nota si conclude poi con il riferimento all’incontro con cui Miccolis ha presentato il documento al rettore, salvo poi inviarlo per posta raccomandata. Questo faccia a faccia daterebbe al 30 di ottobre.

La mossa di Miccolis apre nuovi e imprevisti scenari: il Consiglio di amministrazione dell’ateneo, che nella prossima riunione avrebbe dovuto semplicemente accettare le dimissioni presentate il 24 ottobre – dopo averle sollecitate entro una settimana nella seduta del 23 ottobre pena l’avvio delle procedure di licenziamento - e ratificare dunque la nomina di Claudia De Giorgi come reggente, dovrà ora pronunciarsi prendendo atto della volontà di segno contrario dell’interessato. E l’ipotesi di un contenzioso amministrativo non è solo accademica.

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