Cronaca Miggiano

"Clean Game", sospesa l'interdittiva antimafia per l'ex assessore Piccinno

La Corte d’Appello di Lecce ha accolto il ricorso. In passato nell'amministrazione gallipolina, è titolare di un bar a Miggiano. Era stata contestata la contiguità con i fratelli De Lorenzis di Racale per vicende legate al gioco d'azzardo

LECCE - Sospesa l’interdittiva antimafia nei confronti dell’ex assessore Emanuele Piccinno, che aveva la delega al Turismo nella prima Giunta Minerva, a Gallipoli. La Corte d’Appello di Lecce (presidente Vincenzo Scardia, estensore Giuseppe Biondi), con decreto del 9 agosto 2021, ha accolto il ricorso proposto dall’avvocato Ladislao Massari nell’interesse della ditta Coffee Bet, bar che ha sede a Miggiano, di proprietà di Piccino, e l’ha ammessa alla misura del controllo giudiziario volontario, sospendendo quindi gli effetti dell’interdittiva.

Il provvedimento di ammissione al controllo, ottenuto dopo un lungo iter giunto fino alla Cassazione, consentirà alla ditta di riprendere l’attività di bar e sala scommesse presso a Miggiano, esprimendosi i giudici anche sulla situazione del titolare, con riferimento alla contestata contiguità con i fratelli De Lorenzis di Racale, stabilendo che, allo stato degli atti, il Tribunale del riesame e la Corte di cassazione hanno escluso che il gruppo abbia connotazione mafiosa  e soprattutto riconoscendo che i rapporti d’impresa tra Piccinno ed i fratelli De Lorenzis si sono esauriti nel lontano 2012, circostanza quest’ultima confermata anche dall’informativa del Gico della guardia di finanza del 21 luglio 2021, depositata agli atti del giudizio dalla Direzione distrettuale antimafia e rappresentata in udienza dal pubblico ministero intervenuto, Giovanni Gagliotta.

Così si è espressa a riguardo la Corte d’appello: “In chiave prognostica, in mancanza di elementi che permettono di affermare la permanenza, dopo il 2012, di quella comunanza di interessi imprenditoriali e/o economi tra la ditta del Piccinno e quelle riconducibili al gruppo dei fratelli De Lorenzis, deve ritenersi possibile, anzi probabile, quel recupero alla piena liceità e legalità dell’attività imprenditoriale facente capo al richiedente cui l’istituto invocato (il controllo giudiziario, ndr) mira”.

La misura interdittiva era stata disposta dalla Prefettura di Lecce il 26 novembre del 2019, a seguito dell’inizio del processo Clean Game, in cui è coinvolto anche l’ex assessore Piccinno, per questi riguardanti il gioco d'azzardo: secondo l’accusa, avrebbe agevolato i fratelli De Lorenzis. Riesame e Cassazione, sede cautelare, hanno escluso la connotazione mafiosa del gruppo De Lorenzis e conseguentemente l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Pende, intanto, davanti al Consiglio di Stato il giudizio promosso dalla ditta Coffee Bet, difesa dall’avvocato Francesco Zacà, per l’annullamento della misura interdittiva.

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