Minaccia con un coltello due commercianti per estorcere denaro, arrestato

In manette è finito Vincenzo Del Popolo, 46enne di Miggiano, noto alle cronache per aver disegnato una mappa dov'era nascosta la marijuana

Il commissariato di polizia di Taurisano.

LECCE – Ha tentato di estorcere del denaro, minacciandoli con un coltello, a due commercianti di Miggiano. A fermarlo e farlo desistere dai suoi propositi criminali, ci hanno pensato gli agenti del commissariato di polizia di Taurisano, accorsi sul posto dopo la segnalazione della sala operativa. Giunti nella piazza del paese, hanno subito trovato e bloccato un 46enne, Vincenzo Del Popolo, assistito dall’avvocato Tony Indino.

L’uomo, immediatamente rintracciato dagli agenti, è stato perquisito e trovato in possesso di un coltello della lunghezza di 15 centimetri, che è stato sequestrato. Il 46enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per tentata estorsione, minaccia aggravata e porto abusivo di coltello.

Quello di Del Popolo è un nome noto alle cronache per un episodio davvero curioso. Nel novembre del 2012, infatti, raggiunse la sala colloqui del carcere di Borgo San Nicola munito di una sorta di mappa del tesoro da consegnare al fratello. La cosa, però, non sfuggì agli agenti di polizia penitenziaria che, durante la perquisizione che precede i colloqui (proprio per evitare che passino messaggi, oggetti, droga e quant’altro), trovarono il curioso manoscritto.

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Si trattava proprio di una mappa, dov’era indicata una località precisa, fra gli uliveti del Salento, nelle campagne intorno al suo paese d’origine, dov’era custodito un tesoro composto non da gioielli ma da marijuana. Nelle campagne di Miggiano, nascosto in un incavo naturale, formatosi proprio su di un albero di olivo secolare, gli agenti trovarono una confezione di cellophane. All’interno, poco meno di 250 grammi di marijuana. Per il detenuto, a quel punto, inevitabilmente era scattata la denuncia per continuazione nel reato di detenzione illecita di stupefacenti. Per quei fatti è stato condannato, nel giugno del 2015, a nove mesi di reclusione.

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