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Cronaca

Militare morto dopo la chemio, undici indagati al “Fazzi”. Oggi l’autopsia

La Procura ha aperto un’inchiesta per accertare le cause della morte di un 59enne di Taranto, avvenuta il 20 gennaio scorso, nell'ospedale di Lecce

LECCE - Sono iniziati oggi gli accertamenti medico legali disposti dalla Procura di Lecce per risalire alle cause del decesso di Francesco Sebastio, 59enne originario di Taranto, avvenuto lo scorso 20 gennaio nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

Qui, l’uomo, sottufficiale della Marina Militare, si sarebbe sottoposto, il 30 dicembre, alla prima dose di chemioterapia, ma nei giorni seguenti però, le sue condizioni sarebbero precipitate tanto essere ricoverato. Gli sforzi dei medici per tenerlo in vita, però, si sarebbero rivelati inutili.
Dopo la denuncia dei familiari che chiedono venga fatta chiarezza sulla vicenda, il pubblico ministero Alessandro Prontera ha iscritto, come atto dovuto, i nomi di 11 indagati, tutti in servizio nel nosocomio di Lecce, ipotizzando i reati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, e ha disposto l’autopsia. 
A svolgere l’esame, sarà questo pomeriggio, il medico legale Biagio Solarino, al quale in mattinata il pm ha conferito l’incarico di effettuare, insieme a Vincenzo Pavone, specialista in ematologia presso il “Cardinale Panico” di Tricase, tutti gli accertamenti necessari a risalire alle cause del decesso e segnalare ogni elementi utile alle indagini.

Considerando le linee guida e le buone pratiche clinico-assistenziali, gli esperti dovranno verificare, entro sessanta giorni, se i trattamenti diagnostici e terapeutici ricevuti dal defunto presso strutture sanitarie pubbliche e, o private, siano stati effettuati in maniera adeguata al caso specifico da parte del personale sanitario che lo ebbe in cura.
Oggi durante l’udienza davanti al magistrato, sia gli indagati (rappresentati dagli avvocati difensori Gianluca D’Oria, Ladislao Massari, Viola Messa, Giuseppe Dello Russo, Stefano De Francesco, Laura Bruno, Giuseppe Serratì, Francesco De Iaco) che la moglie e i due figli del defunto (assistiti dagli avvocati Lisa Blumetti e Alessandro Alessandrini) hanno nominato i propri consulenti di parte.

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