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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Surbo

Minacce anche con un fucile per farsi consegnare i soldi: inflitti 5 anni e 8 mesi a un 28enne

Giovanni Negro è stato condannato ieri al termine del processo discusso col rito abbreviato. Rispondeva di violenza privata, sequestro di persona, estorsione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo. La pm aveva chiesto otto anni

SURBO - E’ arrivata la condanna a 5 anni e 8 mesi di reclusione per Giovanni Negro, il 28enne di Surbo arrestato il 2 marzo scorso per i reati di rapina, violenza privata, sequestro di persona, estorsione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo. Sono questi i reati messi nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale per lui, che oggi è ai domiciliari in una comunità terapeutica, fu disposta la misura cautelare del carcere.

La sentenza è stata emessa dalla giudice dell’udienza preliminare Laura Liguori, all’esito del processo discusso ieri col rito abbreviato, durante il quale la pubblica accusa rappresentata dalla sostituta procuratrice Giorgia Villa aveva chiesto una condanna a otto anni.

Stando alle indagini condotte dai carabinieri di Surbo, diretti dal luogotenente Damiano Pascali, Negro sarebbe stato l’artefice di numerosi episodi estorsivi nei confronti di alcuni commercianti del luogo. Avrebbe obbligato le vittime a corrispondergli somme di denaro senza averne titolo, creando tra i malcapitati un clima di forte agitazione.

L’episodio più grave che costò all’imputato l’ingresso nel penitenziario di Lecce risale al novembre dello scorso anno quando, dopo essersi fatto consegnare un quantitativo di soldi da un commerciante, gli avrebbe persino sottratto le chiavi dell’autovettura per poi costringerlo a salire a bordo per tenerlo sotto sequestro per circa due ore. Una delle ultime vicende di cui rispondeva si sarebbe verificata un mese prima dell’arresto, quando, per convincere una vittima a consegnargli i soldi, l’avrebbe minacciata, puntandole un fucile monocanna al volto, e costringendola così a mettersi in ginocchio.

Gli investigatori riuscirono a risalire a Negro, attraverso le dichiarazioni rese dai testimoni e la visione dei filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro quindici giorni e, una volta rese note, l’avvocato difensore Stefano Prontera valuterà il ricorso in appello.

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