Folle nottata, armati di coltelli minacciano due cugini e ne pestano uno

È successo a Galatina, nei pressi di un bar. Poliziotti e carabinieri hanno poi rintracciato due vecchie conoscenze, Alessio Viti, 26enne di Noha, e Antonello Cagnazzo, 57enne di Cutrofiano

GALATINA – Il copione sembra identico a quello della volta precedente. Un film già visto, insomma. Primi di marzo del 2019, Alessio Viti, oggi 26enne, residente a Noha (frazione di Galatina), in quel caso con un complice mai identificato, si presentò a notte fonda in un bar, in cerca di qualcuno per vendicarsi di un presunto torto subito. Innescando un’escalation di vicende culminate con un’intera famiglia aggredita e il suo inevitabile arresto.

Ebbene, nella notte appena trascorsa sembra che sia accaduto qualcosa di molto simile, perché Viti, e sempre in compagnia, si è reso responsabile di un nuovo episodio violento. Intorno a mezzanotte, infatti, a bordo di un’auto, è piombato nei pressi di un bar, in via Don Tonino Bello, a Galatina e, accompagnato da Antonello Cagnazzo, 57enne di Cutrofiano, anch’egli ben noto alle forze dell’ordine, ha iniziato a provocare problemi, probabilmente anche in questo caso in cerca di qualcuno. Solo che, di mezzo, ci sono andati due cugini che con la vicenda, a quanto pare, non c’entrano praticamente nulla. La loro colpa, trovarsi lì e forse quella di non rispondere ad alcune domande poste non certo con garbo, ma usando un paio di coltellacci.

Minacciati e uno di loro pestato

Uno 38enne, l’altro 36enne, si sono così trovati ad avere un violento diverbio con Viti e Cagnazzo. Questi ultimi due, secondo testimonianze, armati di coltelli da cucina di grosse dimensioni, con lame dalla lunghezza di oltre 20 centimetri dei quali uno a punta (non rinvenuto) e l’altro dall’estremità quadra (ritrovato e sequestrato). Ad avere la peggio, il 38enne che è stato aggredito con schiaffi e pugni al volto e che ha necessitato di cure mediche presso il pronto soccorso di Galatina. Qui, è stato giudicato guaribile con una prognosi di dieci giorni. Fondamentale è stato, nel frangente, l’intervento di una terza persona che è riuscita a disarmare gli aggressori, facendoli desistere dall’intento. Fino a essere costretti, i due, ad allontanarsi, sempre con l’auto, risultata di Cagnazzo.

Nel frattempo erano già partite anche le richieste di soccorso ai numeri d’emergenza delle forze dell’ordine e, sul posto, sono arrivati gli agenti delle volanti del commissariato locale e i carabinieri della stazione, che erano in giro per controlli nei locali, per verificare l’applicazione delle nuove norme anti-Covid.

Rintracciati poco dopo

In breve, duque, Viti e Cagnazzo sono stati rintracciati e nell’immediatezza arrestati con le accuse di minacce aggravate, lesioni personali e porto abusivo di arma bianca. Nel caso di Viti, è scattata anche l’imputazione di evasione dagli arresti domiciliari. Nel giugno scorso, infatti, è stato condannato con un complice per aver messo a segno tre rapine in pochi giorni nel 2017. 

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Viti è così rientrato in casa, per continuare a scontare i precedenti arresti domiciliari, ma per entrambi il pubblico ministero di turno, Luigi Mastroniani non ha ritenuto di dover richiedere ulteriori misure coercitive, ragion per cui i due dovranno presentarsi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce per l’udienza di convalida, ma Cagnazzo lo farà da uomo libero. Lo stesso Cagnazzo, come detto, annovera precedenti. Nel febbraio del 2018 fu sottoposto a poco più di un anno di reclusione, per essere stato trovato in possesso, durante un controllo a Collepasso, di un fucile a canne mozze.  

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