Minacce e richieste ossessive di denaro alla moglie invalida: a processo un 50enne

Il gip Cinzia Vergine ha disposto il giudizio immediato per l’uomo accusato di maltrattamenti, ingiurie ed estorsione. Era stato arrestato dai carabinieri ad inizio ottobre

CAVALLINO - Per la sua condotta violenta, corredata da minacce personali e di morte, reiterati  maltrattamenti e richieste estorsive di denaro, a carico della moglie invalida e dei figli, per l’acquisto di sostanze stupefacenti, era già finito in carcere ad inizio di ottobre a seguito delle denunce a suo carico presentate presso la stazione dei carabinieri.

Ora, il prossimo 4 gennaio, difeso dall’avvocato Gabriella Mastrolia, dovrà difendersi dalle accuse di maltrattamenti, ingiurie ed estorsione a seguito del giudizio immediato che il giudice delle indagini preliminari, Cinzia Vergine, ha decretato nei suoi confronti. Protagonista della turpe vicenda un 50enne di Cavallino.

Il gip ha accolto la richiesta di giudizio immediato formulata nei giorni scorsi dal pubblico ministero, Maria Consolata Moschettini, a seguito dell’arresto dell’uomo accusato di aver ripetutamente e sistematicamente maltrattato e ingiuriato la moglie, una 46enne del posto, almeno negli ultimi tre anni e anche recentemente quando la donna, ormai esasperata e intimorita dai continui atteggiamenti del convivente aveva deciso di trasferirsi, con i due figli, in casa della madre.

Secondo le accuse, mosse nell’ambito anche delle denunce presentate ai carabinieri, il 50enne fin dal settembre del 2017, e sino a pochi giorni addietro, avrebbe in più occasioni perpetrato una condotta violenta nei confronti della moglie, invalida, ingiuriandola e minacciandolo pesantemente anche di morte al fine di ottenere, con cadenza giornaliera, somme di denaro al fine di acquistare della droga.

Nel corso degli anni inoltre, secondo quanto contenuto nelle denunce dei congiunti, le minacce si sarebbero consumate anche scagliando pesanti oggetti contundenti all’indirizzo della malcapitata o anche brandendo un coltello. E nel contempo sarebbero stati prosciugati anche i risparmi di famiglia, per una somma ragguardevole di quasi 40 mila euro, sempre per l’acquisto di stupefacenti e venduti anche monili e oggetti di valore dei figli per ricavarne denaro da impiegare per la medesima finalità.

La serie di minacce e di richieste ossessive di denaro sono proseguite quindi sino ai primi di ottobre, quando in seguito all’ennesimo episodio e alle relative denunce il 50enne è stato poi arrestato. E ora finirà sotto processo. La donna, in qualità di parte lesa, è difesa dal legale Umberto Leo.

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