Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Minacce, insulti e prevaricazioni: quando la relazione diventa un incubo Arrestato 20enne

Si è conclusa con un’ordinanza di custodia cautelare una relazione turbolenta e dai risvolti oscuri. I carabinieri della stazione di Galatina hanno arrestato Andrea Micheli, 20enne di Collemeto, con l’accusa di atti persecutori aggravati e continuati commessi ricorrendo a minacce fisiche e verbali

LECCE –. L’attività d’indagine dei militari è iniziata una settimana fa, dopo che una minorenne di Galatina, letteralmente terrorizzata e accompagnata dalla madre, ha deciso di sporgere denuncia, descrivendo mesi e mesi di veri e propri soprusi da parte del Micheli, suo fidanzato da tempo. La condotta dell’uomo nel rapporto di coppia, dopo un certo periodo, sarebbe radicalmente cambiata e la povera ragazza avrebbe visto il fidanzato trasformarsi in una sorta “mostro controllore” della sua vita. Oltre alle ingiurie e alle minacce, Micheli avrebbe iniziato ad impedire alla ragazza di uscire da sola, di indossare certi vestiti ritenuti troppo succinti e, infine, a voler necessariamente essere presente anche quando la ragazza usciva con i familiari.

Un controllo maniacale e una totale mancanza di fiducia con accessi di gelosia che, in caso di mancata ottemperanza della giovane, avrebbe portato la vittima a dover subire ingiurie, minacce e veri e propri soprusi come quello di vedersi togliere e distruggere la sim del telefono e di vedersi controllate le chiamate ed gli sms. Le minacce, 

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poi, non avrebbero risparmiato i genitori della ragazza. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ultimo episodio di gelosia in cui il 20enne, in preda all’ira, avrebbe strattonato e gettato a terra la povera ragazza, fermato solo da due amici lì presenti. La ragazza è stata costretta a recarsi al pronto soccorso di Galatina e poi, piangente, si è presentata presso i carabinieri.

Proprio durante la stesura degli atti, tra le altre cose, la giovane ha ricevuto un sms minatorio, simile a molti altri ricevuti nei mesi passati. L’informativa dei militari, inviata alla Procura, è quindi giunta sul tavolo del gip che, concordando con quanto richiesto dai carabinieri condiviso dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, ha disposto la misura degli arresti domiciliari, anche perché una misura meno afflittiva, quale quella del divieto di avvicinamento, era di fatto insostenibile visto che i due ragazzi vivono a 50 metri di distanza l’uno all’altro.

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