Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Ugento

Minacce per telefono, Don Stefano ascoltato dal pm

Due ore di colloquio davanti al sostituto procuratore Giovanni De Palma per il parroco di Ugento che ha ricevuto minacce da una cabina telefonica per il suo impegno contro l'omertà sul caso Basile

Due ore di colloquio davanti al sostituto procuratore Giovanni De Palma per don Stefano Rocca, parroco della chiesa "San Giovanni Bosco" di Ugento, dopo la serie di minacce recapitategli in forma anonima nel mese di settembre. Il sacerdote è stato ascoltato in qualità di persona informata sui fatti ed ha fatto il punto della situazione sulle indagini insieme a carabinieri e agli uomini della squadra mobile. Da quanto emerso dall'incontro, richiesto dalla Procura, il lavoro di magistratura e forze dell'ordine sarebbe a buon punto, in particolare per dare un nome ed un volto alla voce anonima che, il 17 settembre, ha chiamato il 113 della questura di Lecce minacciando di morte in maniera esplicita don Stefano Rocca.

Sul filo del telefono sarebbe scivolata una frase del tenore: "Stasira ccitimu don Stefano quidhu ca cunta mutu (questa sera uccidiamo Don Stefano quello che parla molto)". Sembrerebbe chiaro il riferimento all'impegno profuso dal parroco nel rebus dell'omicidio eccellente del consigliere comunale e provinciale di Italia dei valori Peppino Basile, ucciso nella notte tra il 14 e il 15 giugno scorsi. Già nei primi giorni di settembre alcune lettere minatorie in cui veniva definito un "sindaco ombra" vennero recapitate al prete "scomodo". Don Stefano ha lanciato un monito anche sull'omicidio insoluto. "Un killer che gira in paese con la coscienza torbida, come una scheggia impazzita che potrebbe far male a qualsiasi altra persona", è stato il commento lapidario del parroco su quello che potrebbe essere l'identikit dell'omicida di Basile.

"La cappa di omertà e di silenzio non agevola il lavoro degli inquirenti, che continua a spron battuto e prossimo a fornire i suoi frutti, spiazzando la folta schiera di chi crede che l'indagine si sia inabissata", si è lasciato sfuggire don Stefano. Silenzio invece sui rappresentanti dell'amministrazione comunale di Ugento. Don Stefano lamenta il fatto che dal sindaco Eugenio Ozza non sarebbe mai arrivata una telefonata, un segnale di solidarietà. Un solo consigliere, sul cui nome il parroco preferisce mantenere il riserbo, si sarebbe recato a casa del prete, in una visita informale, ma - sottolinea - non in qualità di "ambasciatore" dell'amministrazione comunale. In serata è programmato il primo incontro del comitato "Io conto", assemblea cittadina alla quale hanno aderito circa un centinaio di persone.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Minacce per telefono, Don Stefano ascoltato dal pm

LeccePrima è in caricamento