Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Sindaco minacciato durante una manifestazione sportiva. Era con amici e famiglia

L'episodio si è verificato sabato sera a margine di "Migames", in piazza Libertini. Il primo cittadino pronto a presentare formale denuncia

Carlo Salvemini.

LECCE - Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, è stato pesantemente minacciato davanti a testimoni. L'episodio è accaduto sabato sera intorno alle 21 e 15 nei pressi dell'area sportiva allestita in piazza Libertini per la manifestazione "Migames".

Il primo cittadino, che era sul luogo accompagnato dal figlio e dalla compagna, oltre che da un folto gruppo di amici, si è avvicinato all'assessore allo Sport, Paolo Foresio. Ai due si è avvicinata una terza persona, puntando il dito contro il primo cittadino e lascinadosi andare a improperi volgari ai quali hanno fatto seguito minacce esplicite che sono state chiaramente udite dai presenti.

La situazione di tensione si è protatta per diversi minuti e un tentativo di passare alle vie di fatto è stato sedato sul nascere proprio da Foresio e da un'altra persone presente. Il sindaco e la sua famiglia hanno poi lasciato piazza Libertini. Per quanto riguarda il movente, in attesa di approfondimenti investigativi, bisogna considerare che l'uomo che ha proferito le minacce era titolare di una licenza di commercio ambulante non rinnovata.

In quel frangente il primo cittadino era privo della sua "scorta": sulla sua sicurezza vigilano, a turno, il capitano della polizia locale Francesco Mollese e il maresciallo Antonio Manni, ma Salvemini ogni tanto preferisce mettere da parte i protocolli e non è insolito vederlo in giro per la città, a piedi o in bicicletta. Ha appena compiuto il primo anno alla guida del governo cittadino e ha ricevuto almeno in un altro episodio messaggi preoccupanti, a mezzo social

Al momento le valutazioni del caso sono affidate all'ufficio Digos che non intende prendere sottogamba quanto verificatosi. Alla questura spetta il compito di valutare se ci sono gli estremi della procedibilità d'ufficio - cosa che dovrebbe essere in caso di minacce gravi, quale è senza dubbio quella di morte -, in ogni caso il sindaco procederà a denuncia.

A Salvemini la vicinanza umana del suo predecessore alla guida della città, Paolo Perrone: "Conosco questo mestiere e quello che comporta - ha commentato l'ex sindaco -, comprese pressioni e minacce dal contenuto estremo come questa. Spesso sono dettate dalla disperazione, che ovviamente non le giustifica. Il mio consiglio al aindaco è di lavorare senza condizionamenti e con il massimo dell'impegno".

Solidarietà e appoggio senza riserve è stato espresso da parte delle forze della compagine che ha vinto il ballottaggio esattamente un anno addietro, alle quali a marzo si è aggiunto il gruppo Prima Lecce: "A seguito delle gravi minacce e del tentativo di aggressione subiti lo scorso sabato sera dal sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, da parte di un venditore ambulante durante una manifestazione sportiva in piazza Libertini a Lecce, le associazioni Lecce Città Pubblica, Idea per Lecce e Una Buona Storia per Lecce, il Partito Democratico, Prima Lecce, Visioni da Sud, Udc, Andare Oltre, Coscienza Civica, Sveglia Lecce, Rinnovazione Salentina esprimono la loro solidarietà al sindaco, in qualità di massimo rappresentante della comunità leccese e alla sua famiglia. Condannano in maniera ferma e inequivocabile tale episodio di violenza ed intolleranza e ribadiscono la necessità del rispetto delle regole da parte di tutti, convinti che una maggiore diffusione della cultura della legalità sia strumento ineludibile di crescita e di sviluppo civico".

Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei diritti, ha così commentato: "È giusto criticare chi amministra la cosa pubblica come facciamo noi da anni senza guardare in faccia a nessuno e ad alcun colore politico, ma da qui a passare alle vie di fatto nei confronti del primo cittadino della più importante città del Salento che è anche persona moderata nei comportamenti ma pure notoriamente disponibile ad ascoltare, è atto gravissimo che va censurato e che ci auguriamo che non si ripeta. Ecco perché esprimiamo tutta la nostra solidarietà al politico e all’uomo e lo invitiamo ad andare comunque avanti nel tentativo dell’opera di cambiamento in una città in cui sono sedimentati sistemi e gruppi di potere che sono difficili da scrostare e che da sempre sono stati esposti a questo tipo, per usare un eufemismo, di strumenti di "persuasione".

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