Cronaca

Sms annunciano la scure giudiziaria: tra i destinatari il sindaco che sporge denuncia

I messaggi per Perrone, ma anche per Marti, Messuti, Frasca e Guacci, direttore di Sgm, sarebbero partiti nel pomeriggio dell'11 maggio da due numeri diversi. Il primo cittadino solo oggi ha deciso di rivolgersi all'autorità giudiziaria

Paolo Perrone.

LECCE – Si parte dall’ipotesi di minacce aggravate nell’inchiesta in mano al sostituto procuratore Stefania Mininni sui messaggi telefonici di cui sono stati destinatari il sindaco, Paolo Perrone, il deputato di Forza Italia, Roberto Marti, l’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti, il presidente di Sgm, Mino Frasca e il direttore della società di trasporti, Ugo Guacci.

Da due numeri di cellulare perfettamente visibili dai riceventi sono stati inoltrati l’11 di maggio due comunicazioni che facevano intendere il coinvolgimento in inchieste della magistratura che avrebbero avuto ripercussioni negative sulla vita privata ma anche sulla carriera politica degli esponenti coinvolti. Tutti tranne il sindaco hanno presentato denuncia subito: il primo cittadino lo ha fatto soltanto oggi quando la vicenda è assurta agli onori della cronaca.

Si tratta di capire innanzitutto la fondatezza delle minacce, inoltrate due settimane prima delle elezioni europee, e poi di capire quale sia il filo rosso che, nel ragionamento del mittente, accomuna il parlamentare, ai due amministratori e ai due dirigenti di Sgm. Certo, a parte Guacci che è un tecnico, sono tutti di Forza Italia. Messuti, in passato, è stato anche presidente dell’azienda che gestisce trasporti e parcheggi in città ed è indagato in un’altra inchiesta, quella partita dalla scoperta di permessi falsi per la sosta delle auto in zona soggetta a tariffa. 

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