Minaccia suicidio nella centrale: imprenditore ascoltato in procura

Il 44enne di Monteroni di Lecce ha raccontato, alla redazione di BrindisiReport, come le sue attrezzature siano bloccate all’interno della centrale dall’estate

La Procura di Brindisi (BrindisiReport)

BRINDISI – L’imprenditore di Monteroni di Lecce che, martedì scorso, ha minacciato il suicidio all’interno della centrale termoelettrica di Cerano, è stato ascoltato presso la Procura della Repubblica di Brindisi. Sono stati infatti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia locale a inoltrare gli atti in tribunale, dopo l’episodio che, fortunatamente, si è concluso senza conseguenze.  Il 44enne ha riferito ai giudici del contenzioso in atto con “Enel spa”. Alla società contesta il mancato pagamento di alcuni lavori eseguiti dopo un appalto ottenuto nel 2015. Ma l’oggetto del suo malcontento è anche riferibile a un altro, presunto sgarro, che la società gli avrebbe fatto, revocandogli un secondo appalto che si era aggiudicato più recentemente.

Stando alle sue parole, l’imprenditore salentino ha puntato il dito contro il sistema degli appalti all’interno della centrale “Federico II”. Il 44enne, come nel racconto fornito alla redazione di BrindisiReport, si è detto costretto a licenziare una quindicina di operai dalla propria azienda, di cui alcuni utilizzati in appalti esterni alla centrale di Cerano,  a seguito della revoca dell’ultimo appalto. “Lo scorso gennaio – ha dichiarato – ho presentato un esposto presso la questura di Lecce, dopo che mi è stato negato l’accesso nella centrale Federico II”. I suoi mezzi e le sue attrezzature, per un valore pari a circa 200mila euro, sarebbero a suo dire bloccati a Cerano dalla scorsa estate. “Non potendo accedere alla centrale per recuperare beni di mia proprietà – afferma ancora il diretto interessato – non posso neanche effettuare altri lavori all’esterno di Cerano”.

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Dopo aver inutilmente tentato di risolvere il problema con i dirigenti della centrale di Brindisi, lo scorso dicembre l'imprenditore inviò una lettera all’amministratore delegato di Enel spa, Francesco Starace. Successivamente,  la società avrebbe adottato dei provvedimenti, con il ritiro delle deleghe a un dirigente coinvolto nella verifica ispettiva, il trasferimento (o demansionamento) di un altro quadro e il licenziamento di un tecnico. Attraverso una nota diramata nella giornata di martedì, subito dopo la vicenda avvenuta nello stabilimento alle porte di Brindisi, l’Enel ha riferito di aver sottoposto “al vaglio delle competenti autorità giudiziarie” i fatti denunciati dall’amministratore, dando la propria disponibilità “a fornire ogni elemento utile alle autorità competenti al fine di pervenire nel più breve tempo possibile a fare chiarezza sull’intera vicenda”.

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