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Foto di repertorio

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Minacciato per una ricetta: l'Ordine rilancia l'allarme sulla violenza contro i medici

L'ennesima vittima è un professionista della guardia medica di Muro Leccese. Il presidente De Giorgi: "Inasprire le pene e garantire la sicurezza di chi è in prima linea"

MURO LECCESE - Un ennesimo episodio di violenza ai danni degli operatori sanitari, ormai esposti a rischi di ogni tipo. La vittima dell'accaduto questa volta è un dottore in servizio presso la guardia medica di Muro Leccese che, nella serata del 22 agosto, è stato aggredito verbalmente da un utente. Un signore si è presentato in tarda serata pretendendo di ricevere una prescrizione medica che non era di competenza del medico in servizio.

Di fronte al legittimo diniego, l'uomo avrebbe dato in escandescenze. Epiteti poco eleganti in una escalation di insulti, fino alle minacce: questo è ciò che il medico ha raccontato di aver subito. L'episodio, privo di conseguenze e gestito con notevole sangue freddo dal professionista, è stato denunciato ai vertici del distretto sociosanitario di competenza.

L'accaduto non è passato inosservato ed ha sollevato un vespaio di proteste. In prima fila si è schierato l'Ordine dei medici della provincia di Lecce che, insieme alla commissione "Disagio lavorativo", lo ha denunciato con forza e sdegno, stigmatizzando la violenza che si consuma di continuo ai danni dei camici bianchi.

Il caso, come confermano le cronache, non è isolato. “L'elenco ormai senza fine di queste squallide azioni è frutto di un insopportabile malessere che abbiamo più volte rappresentato alle istituzioni, in particolare Asl e prefetto, anche nell'ambito dell'osservatorio istituito per tale problematica”, osserva il presidente Donato De Giorgi.

L'Ordine ravvisa, alla radice dell'aggressività sociale, diverse cause: “Il disagio di persone emarginate e fragili, come psicopatici, alcolisti e tossicodipendenti, non trovando risposte adeguate nella società, spesso si riversa nelle strutture sanitarie deputate all'urgenza – commenta De Giorgi-. Le pretese illegittime di cittadini con richieste di prestazioni non erogabili o non rispettose dei protocolli a garanzia della complessità dei casi o la pretesa di guarigioni e risultati impossibili e immediati, ritenendo i medici l'unico front office di un sistema sanitario più complesso e spesso in affanno”.

Il presidente dell'Ordine lancia l'allarme e avverte: “Non siamo più disposti a tollerare in silenzio le aggressioni di qualunque natura, mentre dobbiamo intraprendere azioni decisive e spesso vitali con rapidità e adeguatezza”.

Queste le soluzioni già proposte, e ribadite per l'occasione: portare a compimento di legge la proposta di inasprire le pene previste; fornire ampia informazione sul corretto e lecito utilizzo delle strutture sanitarie; dare una vera sicurezza e dignità ai medici, specie quelli in prima linea, rivedendo anche ruoli e organizzazione della continuità assistenziale.

E ancora: “Occorre assicurare soprattutto il rispetto dovuto a chi  garantisce le cure più adeguate per la salute di tutti, ristabilendo un ruolo culturale e professionale insostituibile”, conclude De Giorgi. 

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