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Martedì, 21 Maggio 2024
Ambiente violato / Minervino di Lecce

Bruciati i rifiuti di un’attività aziendale, scatta la denuncia per il titolare

La scoperta dei carabinieri forestali di Otranto nelle campagne di Minervino di Lecce. A fuoco residui vegetali delle coltivazioni, teli per pacciamatura dismessi e tubi per l’irrigazione in disuso

MINERVINO DI LECCE – Un imprenditore è stato denunciato per attività di gestione illecita di rifiuti e combustione illecita di rifiuti, dopo un accertamento svolto dai carabinieri forestali del Nucleo di Otranto, nelle campagne di Minervino di Lecce. Tutto è nato nel corso di un pattugliamento dei militari nell’entroterra, quando, a un certo punto, hanno notato una colonna di fumo ergersi sopra le chiome degli alberi.

Raggiunto il punto del focolaio, si sono imbattuti in una zona di accumulo di rifiuti, all’interno di un fondo agricolo, a cui era stato dato fuoco. Il tutto, su una superficie di circa 200 metri quadri. Dai riscontri effettuati, i rifiuti sono risultati prodotti dalla stessa attività aziendale. Si tratta di residui vegetali delle coltivazioni, ma anche di teli per pacciamatura dismessi e di tubi per l’irrigazione in disuso. Il proprietario del fondo rustico, individuato come responsabile sia del deposito incontrollato di rifiuti, sia del loro abbruciamento, è stato quindi deferito alla Procura di Lecce per i reati previsti dal Codice dell’ambiente.

Rifiuti bruciati Minervino di L 2

La normativa, nei diciotto anni da cui è stata emanata, ricordano gli stessi carabinieri forestali, ha visto aumentare la sua complessità, fino a ricomprendere ogni aspetto di gestione dell’ambiente e ad annoverare un numero crescente di condotte illecite. Tanto che dal 2014 è prevista anche la combustione illecita di rifiuti, inserita nell’articolo 256-bis, riconoscendo una fattispecie autonoma per fenomeni criminosi come quello della cosiddetta “Terra dei Fuochi” in Campania.

La combustione illecita di rifiuti, che potenzialmente costituisce un serio pericolo per l’ambiente e per la salute umana, è stata quindi rubricata come delitto, un reato particolarmente grave, per cui è stata prevista la pena della reclusione da due a cinque anni, che passa da tre a sei nel caso di rifiuti pericolosi.

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