Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Minervino di Lecce

Minervino: una dura polemica sulle pari Opportunità

La maggioranza si scaglia contro l'opposizione sulla gestione delle Pari Oppurtinità: oggetto del contendere una stanza del comune da destinare a diversi usi. Dure accuse alla "politica che divide"

È polemica sulla Commissione Pari Opportunità a Minervino: secondo un duro comunicato della maggioranza il gruppo di opposizione avrebbe preso di mira l'organismo, istituito nel 2004 e rinnovato nel novembre 2009. Nel comunicato si sottolinea "l'aggressione demagogica e subdola nei confronti dell'amministrazione comunale" con un'accusa a quello che viene definito testualmente nella nota "una sorta di 'clan dei Monteduro'", che "da circa 30 anni continuano a gestire il potere politico nel Comune di Minervino non esitando a perpetrare una politica che punta solo ed esclusivamente a dividere il tessuto sociale della piccola comunità minervinese".

"Oggi - si legge ancora nel comunicato ufficiale - ad essere presa di mira è la Commissione Pari Opportunità, istituita nel 2004 e rinnovata nel Novembre 2009 dove, con una richiesta inviata al Prefetto si lamenta, da parte dei consiglieri di minoranza Fausto de Giuseppe, il cognato Massimo Monteduro, l'Avv. Musarò Gianpiero, Giuseppe Della Luna e l'ing. Sergio Corvaglia (sembrerebbe quest'ultimo l'autore della richiesta che ha spaccato il gruppo sull'inopportunità della stessa richiesta), che non si è avuta nessuna risposta da parte dell'A.c. riguardo alla richiesta sull'assegnazione di una stanza per l'espletamento del mandato di consigliere Comunale di Minoranza mentre di fatto la stessa è stata concessa alle Pari Opportunità".

Il documento inviato al Prefetto, datato 29 gennaio 2010 cita: "In data 29 giugno 2009 richiesta per la disponibilità di una stanza per le riunioni e lo svolgimento dell'attività istituzionale. Nessuna risposta! (in questi giorni si sta predisponendo una saletta per le riunioni della commissione Pari Opportunità)".

L'assessore Giuseppe Foscarini parla di gesto "vergognoso", finalizzato a "metter in difficoltà l'Amministrazione comunale agli occhi degli Organi preposti al controllo degli Enti". Maria Teresa Baccaro, assessore con la delega discussa, tuona sottolineando che "La commissione non si tocca" e che "ancora una volta che ciò che per l'Amministrazione è strategico e proficuo per una corretta e sana crescita sociale del nostro comune debba essere cancellato semplicemente perché si offre una immagine positiva del Comune di Minervino". Domenico Carrapa, presidente del consiglio comunale, evidenzia che da un lato il capogruppo di opposizione "si complimenta con le componenti della Commisione e dall'altra tira la pugnalata per far si che il Prefetto chieda al sindaco di sfrattare la Commissione e concedere alla minoranza la stessa stanza oggi occupata dalla stessa".


Ettore Caroppo scrive: "Mi domando, avendo avuto anch'io una esperienza di cinque anni in opposizione, se è più importante avere una commissione delle Pari Opportunità o demagogicamente una stanza per l'espletamento del mandato come consigliere di minoranza. La mia stanza è a disposizione dei consiglieri se proprio ci tengono ad avere una scrivania per dimostrare che sono consiglieri comunali e magari se lo ritengono possono ricevere le istanze al mio posto. Ci sono gesti che Corvaglia e Monteduro dovrebbero valutare meglio prima di essere compiuti, valutandone l'opportunità anziché costringere anche i nuovi ed inesperti consiglieri di minoranza, a continuare una politica che punta solo a seminare veleno e a non tener conto neanche dei dipendenti comunali che già stressato dalla mole di lavoro viene sottoposto ad ulteriore stress, inviando documenti o semplici lettere persino in Procura. Questo comune ha bisogno di tornare ad essere unito ma la minoranza non perde occasione per seminare odio. La campagna elettorale è finita, dobbiamo cercare di lavorare insieme e non dividerci su tutto" .

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