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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Minorenne molestata in scooter: 53enne condannato a due anni di reclusione

Emesso il verdetto nel processo col rito abbreviato. L’uomo è stato riconosciuto responsabile solo di uno dei tre episodi contestati dall’accusa, avvenuti nel luglio del 2020, ai danni di una 15enne

LECCE - Durante un giro in scooter, avrebbe portato una 15enne, in una zona isolata di campagna, e durante il tragitto, si sarebbe lasciato andare in effusioni, come toccatine e baci. Violenza sessuale era quindi l’accusa di cui rispondeva un 53enne di un comune del Sud Salento e che è stata riconosciuta anche nel processo discusso oggi.

E’ di due anni di reclusione, la condanna inflitta dal giudice per l’udienza preliminare Sergio Tosi - decurtata di un terzo, in considerazione della scelta del rito abbreviato – a fronte dei quattro anni invocati, al termine della requisitoria, dalla sostituta procuratrice Giorgia Villa.

In particolare, l’imputato era accusato di tre episodi, avvenuti nel luglio del 2020, ai danni della ragazza che si fidava di lui, essendo il consuocero dei suoi genitori:  nei primi due, all’inizio del mese, dopo averla invitata, a fare un giro a bordo dello scooter, l’avrebbe portata in una strada secondaria di campagna, sulla strada provinciale che collega Taurisano a Casarano, e lungo il percorso, le avrebbe toccato ripetutamente le gambe.

In una terza occasione, invece, il 10 luglio, sempre sulla stessa strada, le avrebbe prima dato un bacio sulla guancia, poi avrebbe tentato di baciarla sulla bocca e avrebbe allungato le mani sulle gambe e sulle zone intime. Le indagini furono condotte dal commissariato di polizia di Taurisano, diretto dal vicequestore Salvatore Federico.

All’esito del processo, sono cadute le prime due contestazioni, perché per il gup il “fatto non sussiste”. La sentenza ha inoltre disposto l’interdizione dai pubblici uffici per un anno, e in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno, e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.

Il giudice ha infine revocato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa al quale era sottoposto l’imputato. Non appena saranno depositate le motivazioni del verdetto, l’avvocato difensore Simone Viva valuterà il ricorso in appello.

I familiari della vittima, dopo aver ottenuto un cospicuo risarcimento, avevano ritirato la costituzione di parte civile con gli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto.

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