Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

"I misteri di Santa Croce": un percorso originale alla scoperta di sette elementi

Presentato in anteprima il nuovo progetto della cooperativa Artwork. Il regista dell'installazione è Alessandro Valenti, la progettazione sonora di Stefano De Santis Urkuma

Da sinistra Stefano De Santis Urkuma, Alessandro Valenti, il vescovo Michele Seccia e Paolo Babbo di ArtWork.

LECCE - L'offerta di cultura a Lecce si amplia grazie anche a un nuovo progetto di Artwork, "I misteri di Santa Croce", che è stato presentato questa sera in anteprima alla stampa, alla presenza del prefetto Maria Rosa Trio.

“Tra le idee nate durante i mesi più difficili a causa della pandemia – ha spiegato Paolo Babbo, presidente della cooperativa che già cura con successo il percorso LecceEcclesiae – vi è quella di un’installazione artistica che prevede una fruizione innovativa della Basilica di Santa Croce attraverso un programma di presentazione multisensoriale, con l’utilizzo dell’impianto domotico di illuminazione interna della basilica, recentemente riallestito, ampliato e digitalizzato, coniugando architettura, arte, storia, musica e tecnologia. Abbiamo voluto offrire ai visitatori un percorso innovativo di visita e scoperta della basilica più ammirata della regione, partendo proprio dai simboli custoditi nei numerosi elementi decorativi che la caratterizzano”.

Il progetto, in realtà, è una vera e propria installazione di arte sacra, Mysterium Lunae: il regista è Alessandro Valenti, le musiche di Stefano De Santis Urkuma. Il richiamo è al concetto teologico per cui l'uomo gode del riflesso della luce di Dio così come la luna non ha luce propria, ma riflette quella del sole. Si tratta di un percorso di conoscenza, con l'elemento musicale come guida nella ricerca di quella purezza che Celestino V volle lasciando il soglio pontificio per fare l'eremita.

La basilica di Santa Croce, infatti, è stata voluta dalla congregazione dei Celestini. A partire dal fonte battesimale, situato nella cappella di San Pier Celestino, sono sette gli elementi illuminati e musicati in un percorso di ricerca e scoperta: i gigli stilizzati sulle chiavi di volta del transetto e sui capitelli, la scena della liberazione dai demoni di un’ossessa nell’altare di San Francesco di Paola, capolavoro del Barocco scolpito da Francesco Antonio Zimbalo, dove nell’intercolunnio sono scolpiti dodici episodi della vita del santo. E poi la tela di San Francesco di Paola, dipinta da Alessandro Calabrese, la figura di Melchisedek, protettore di Abramo, predecessore di Davide, anticipatore del Cristo, oltre che re e sacerdote di Salem che appare scolpita su un capitello del transetto, la tavola della Trinità, capolavoro di Gianserio Strafella da Copertino, realizzato nella prima metà del Cinquecento e infine la reliquia della Croce, nella seicentesca Cappella delle Reliquie realizzata dallo scultore Cesare Penna.

"La basilica di Santa Croce, indubbiamente, già nella mente e nelle mani di chi l'ha progettata e realizzata - ha dichiarato l’arcivescovo di Lecce,  Michele Seccia - rappresenta un sublime inno alla bellezza nella sua massima espressione: quella che solo la fede ci permette di gustare nell'intimo. Un anno fa di questi tempi, appena usciti dal primo lungo lockdown, potemmo ammirarla - forse per la prima volta in assoluto - in tutta la maestosità del suo splendore, grazie al nuovo impianto di illuminazione artistica nato dal genio di Mario Torchio, un mago della luce che di recente ci ha regalato anche un altro capolavoro nella nostra cattedrale. Ora, ciò che un anno fa fece sgranare gli occhi a pochi intimi, grazie alla nuova iniziativa di ArtWork, può diventare patrimonio di tutti coloro che vogliono scoprire la basilica fin dentro tutti i suoi 'misteri' che la nuova luce ha svelato: occasione per contemplare traendone ispirazione per la vita”.

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