Misteriosa aggressione nella moschea, a giudizio il vice Imam

La denuncia nel settembre 2017 da parte di un fedele che raccontò di essere stato colpito alla testa con un oggetto metallico. Il processo si aprirà il 5 ottobre dinanzi al giudice di pace

LECCE - Sarà un processo a stabilire se è vero che, nel settembre del 2017, il vice Imam della moschea di Lecce, A.R., un 40enne di origini marocchine, aggredì un fedele mentre questi era intento a pregare.

Lesioni personali, è questo il reato dal quale l’imputato dovrà difendersi (attraverso l’avvocato Salvatore De Mitri) a partire dal 5 ottobre dinanzi al giudice di pace di Lecce. Stando alla denuncia sporta dalla presunta vittima, mentre questa pregava nella moschea, improvvisamente sarebbe stata colpita alla testa con un oggetto metallico dal vice Imam e il suo tentativo di reagire sarebbe stato ostacolato da un altro fedele, A.A., di 70 anni, anche lui di origini marocchine, che l’avrebbe bloccata per le braccia. Tant’è che anche quest’ultimo siederà al banco degli imputati per lo stesso reato.

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Una volta riuscito a liberarsi, il malcapitato raggiunse prima gli uffici della questura , poi l’ospedale di Galatina, dove i sanitari gli medicarono le ferite rilasciandogli un referto con prognosi di tre giorni. Ma la vicenda ha avuto altri sviluppi. Al vaglio della Procura c’è infatti la versione del vice Imam messa nero su bianco in una denuncia, dove si racconta che fu il fedele ad aggredirlo con una testata, procurandogli la frattura dello sterno. Sul punto, le indagini proseguono, ma intanto il prossimo 5 ottobre si aprirà il processo al vice Imam e al 70enne, così come ha disposto nel decreto di citazione diretta il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi.

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