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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Leverano

Misterioso decesso di un fabbro. La moglie: “Voglio delle risposte, soprattutto per mio figlio”

E’ stata eseguita questa mattina l’autopsia sul corpo di Vito Balice, 44enne di Leverano, deceduto il 28 ottobre nell’ospedale di Casarano. Dopo la denuncia della coniuge, è scattata l’inchiesta: indagati 16 medici

LEVERANO - E’ iniziato questa mattina alle 10 l’esame autoptico su Vito Balice, il fabbro quarantaquattrenne originario di Altamura (Bari) ma residente a Leverano, deceduto il 28 ottobre scorso, presso il “Francesco Ferrari” di Casarano, l’ultima tappa di un viaggio infernale iniziato i primi di settembre nel nosocomio di Copertino.

A svolgere l’accertamento, il medico legale Ermenegildo Colosimo e il cardiologo Giuseppe Colonna, su incarico conferito nella stessa giornata dalla pubblica ministera Donatina Buffelli, titolare dell’inchiesta avviata in seguito alla denuncia sporta dalla moglie di Balice, attraverso l’avvocato Marco Romanello.

Nel fascicolo, al momento sono stati “iscritti” come atto dovuto sedici medici che ebbero in cura il paziente nelle strutture di Copertino e Casarano. Ma non è escluso che l’elenco venga arricchito di nuovi nomi, in considerazione dell’istanza presentata oggi dal legale della famiglia di acquisire la documentazione relativa alla permanenza del quarantaquattrenne anche nell’ospedale di Galatina, dal 16 al 19 ottobre, prima di essere trasferito al Ferrari.

Stando alla denuncia, Balice, giunto nell’ospedale di Copertino, il 9 settembre, a causa di alta pressione e un malessere generale, fu ricoverato per un blocco renale, ma la coniuge non sarebbe stata messa al corrente delle terapie che gli furono somministrate. Secondo quanto riferito dalla donna, nonostante il marito soffrisse di un’obesità cronica e fosse portatore di pacemaker, prima del ricovero, non avrebbe mai manifestato segni di debolezza fisica, tanto che svolgeva regolarmente il suo lavoro.

Insomma, la coniuge non riesce a farsi una ragione in merito al decesso, e non esclude neppure la possibilità che nel frattempo l’uomo possa aver contratto il Covid. Per questo, si è rivolta alla magistratura, nella speranza di avere le risposte giuste alle domande che un giorno potrebbe farle il figlioletto, quando diventerà un adulto, in merito a questa brutta storia.

Fanno parte del collegio difensivo, gli avvocati Massimo Bellini, Luigi Covella, Ester Nemola, Roberto Frassanito, Giuseppe Corleto e Carlo Portaccio.

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