Omicidio e rapina di Maggi, poliziotti notificano misura cautelare in carcere alla 32enne

Valentina Piccinonno, già reclusa per estorsione e lesioni, è destinataria di un’altra ordinanza del gip

Il carcere di Borgo San Nicola di Lecce

LECCE – La misura cautelare è stata eseguita dai poliziotti nei confronti di Valentina Piccinonno, la 32enne leccese presunta assassina di Salvatore Maggi. L’uomo, 73enne di Monteroni di Lecce, fu ucciso mentre la Piccinonno si trovava ristretta al regime degli arresti domiciliari. L’ordinanza applicativa della custodia cautelare, disposta dal gip del Tribunale di Lecce Alcide Maritati, è stata notificata presso il carcere di Borgo San Nicola, dove la donna si trova reclusa per estorsione e lesioni personali commessi ai danni della madre qualche giorno dopo la sua scarcerazione per il reato di evasione.

Il 28 giugno dello scorso anno, infatti, la 32enne fu arrestata per evasione ed indagata per l’omicidio volontario commesso per eseguire una rapina e quindi aggravato dalla circostanza. La violenza, infatti, consistita nel percuotere ripetutamente l’anziano con pugni e calci e con un oggetto contundente in varie parti del corpo, fu accertata come finalizzata ad una rapina. La giovane donna, in quell’occasione, si impossessò dei vari oggetti in oro indossati dalla vittima e del suo portafogli contenente documenti.

L’indagine iniziò quando la Piccinonno dopo l’omicidio fu controllata da una volante nella zona 167 di Lecce mentre era a bordo di una Fiat Panda, di proprietà di Maggi, con la quale poco prima aveva causato un incidente stradale in Piazzale Rudiae. Sottoposta a perquisizione personale le furono rinvenuti nel reggiseno gli oggetti in oro appartenenti alla vittima, che lei dichiarò di avere ricevuto in regalo dall’uomo  in cambio di una prestazione sessuale. Nella autovettura furono anche rinvenuti indumenti della 32enne intrisi di sangue. 

Valentina-Piccinonno-2In sede di interrogatorio la donna dichiarò di essersi allontanata da casa dopo un litigio con la madre e che dopo aver fatto un lungo tratto di strada a piedi per raggiungere l’abitazione di un suo parente,  sarebbe stata avvicinata da un uomo anziano che era alla guida di una Fiat Panda grigia che le avrebbe offerto un passaggio invitandola anche a consumare una bevanda. Le indagini hanno riscontrato l’effettiva consumazione di una bevanda all’interno di un bar sulla strada che collega Monteroni ad Arnesano.

Secondo la ricostruzione della donna, dopo aver bevuto qualcosa nel bar l’uomo avrebbe imboccato una strada di campagna iniziando a palpeggiarle il seno e mettendole nel reggiseno degli oggetti in oro. Giunti in un appezzamento di terreno Maggi avrebbe tentato di violentarla e lei avrebbe reagito sferrandogli calci e pugni, colpendolo ripetutamente. Subito dopo lo avrebbe lasciato in terra sanguinante mettendosi alla guida dell’auto e cambiandosi gli indumenti intrisi di sangue.  Le testimonianze raccolte ed i risultati dell’indagine avviata dalla squadra mobile hanno smentito le dichiarazioni rese in fase di interrogatorio dalla ragazza, facendo configurare invece il reato di omicidio volontario.

Le conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio disposta dal pubblico ministero hanno evidenziato come il 73enne sia deceduto a causa delle lesioni conseguenti ad una o più cadute al suolo subite nel corso di una colluttazione o di una aggressione. La stessa indagata nel corso dell’interrogatorio ha ammesso di avere colpito con violenza e anche con oggetti contundenti l’uomo.

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