Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Misure irregolari per pedana e chiosco: scatta sequestro preventivo per il "Capestro"

Resta alta l'attenzione sull'abusivismo edilizio e sul demanio marittimo a Porto Cesareo. Gli accertamenti sulle irregolarità della struttura sono emersi a seguito dei controlli condotti dai carabinieri dall'Ufficio locale marittimo e dalla polizia locale

PORTO CESAREO – Resta alta l’attenzione degli organi di controllo del territorio sull’abusivismo edilizio e sul demanio marittimo a Porto Cesareo. E scatta il sequestro preventivo per il “Capestro”, il chiosco della marina ionica che si trova lungo via Monti. Gli accertamenti sulle irregolarità della struttura sono emersi a seguito dei controlli condotti dai carabinieri della stazione locale, dall’Ufficio locale marittimo della guardia costiera e dalla polizia locale. 

Si tratta di un chiosco in legno di misure inferiori al dovuto e una pedana di legno di circa 200 metri quadrati, assai più ampia di quanto dichiarato dai gestori del lido alle autorità competenti. Così, il gip del Tribunale di Lecce Alcide Maritati, ha deciso per i sigilli. Attenzione particolare sul chiosco adibito a vendita di generi da bar e sulla ampia pedana che lo circonda. Secondo la documentazione acquisita, l’ultima autorizzazione edificatoria risaliva al 2010 e, pertanto, era da considerarsi non più vigente. Inoltre, come detto, la struttura risultava di alcuni metri più piccola di quanto denunciato nella richiesta di autorizzazione stagionale, senza che peraltro la variazione fosse stata comunicata e a sua volta concessa. Quanto alla pedana, gli elementi raccolti parlavano di una struttura di ben 136 metri superiore  a quella formalmente autorizzata.

Il reato che si configura, pertanto, è ai sensi della disciplina edilizia  e paesaggistica essendo state realizzate opere in assenza di permessi di costruire e di adeguate autorizzazioni paesaggistiche. Ne era seguita così una denuncia congiunta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, per le conseguenti valutazioni e iniziative. E il giudice ha pertanto considerato che le stesse caratteristiche intrinseche e funzionali di quei beni “realizzati in “assenza di qualsivoglia titolo autorizzatorio valido ed efficace”, come si legge nella motivazione della sua decisione), unita alla perdurante disponibilità da parte dei titolari del lido e al conseguente utilizzo nella stagione estiva, potessero aggravare le conseguenze del reato. Di qui l’emissione di un decreto di sequestro preventivo.

Secondo Giovanni Capestro, titolare del chiosco - il cui nome, precisa, è Mykonos - l’autorizzazione è stata prorogata e documentata valida fino ad ottobre 2013. Inoltre per quanto concerne la variazione (in diminuzione)  della volumetria della struttura rispetto a quanto denunciato dalla richiesta, ilsignor Capestro commenta: “E' consentito costruire fino a determinati limiti, quindi non é reato aver fatto il chiosco più piccolo. Non essendoci stato mai l'obbligo di smontare e rimontare in quanto struttura installata nella proprietà del gestore e proprietario stesso, non si é mai dovuto presentare un nuovo progetto. La domanda del primo progetto risalente a 12 anni fa é invariata e accettata. Mi esprimo solo, a questo proposito, sul bar-chiosco. La domanda di autorizzazione paesaggistica é stata presentata e sembra che non sia mai stata trattata. Solo il Comune può' dare risposta più concreta a questo proposito”. 

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